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Pd: Creaf, opportunità da non perdere

PRATO. Il gruppo consiliare del Pd in provincia risponde a Bini (Fli) sul Creaf. «Più che l'interesse dei cittadini e delle nostre aziende il capogruppo di Fli in consiglio provinciale (e in quello...

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PRATO. Il gruppo consiliare del Pd in provincia risponde a Bini (Fli) sul Creaf. «Più che l'interesse dei cittadini e delle nostre aziende il capogruppo di Fli in consiglio provinciale (e in quello comunale) ha a cuore la propaganda. Riccardo Bini vuole la resa di Prato alla sfida dell'innovazione. Il patto con il Polo tecnologico di Navacchio, uno dei più importanti del nostro Paese che ci viene invidiato in Europa, segna una svolta per un progetto di innovazione di cui il nostro territorio e le nostre imprese, specialmente le più piccole, hanno ora più che mai necessità. Lo sanno anche i bambini: la vera opportunità, se la Prato manifatturiera vuole risorgere, è creare nuove imprese e dotare quelle esistenti di un alto valore di tecnologia. Ora che siamo a raccogliere i risultati di un lavoro impegnativo, pieno di difficoltà certo, prendiamo e gettiamo tutto alle ortiche? Questo non è fare l'interesse dei pratesi. Tutti sanno peraltro che i migliori centri per l'innovazione di tutta Europa e degli Stati Uniti hanno lo start up garantito da risorse pubbliche. Non potrebbe essere altrimenti».

«Bini chiede a Gestri di chiudere Creaf - prosegue il gruppo Pd - Che senso avrebbe farlo adesso? Così davvero si butterebbero dalla finestra risorse pubbliche ingenti. Se Creaf non parte il distretto perde un'opportunità. Nessuno nega le difficoltà che ha attraversato in questi anni». Il gruppo Pd poi passa al contrattacco. «Troppo comodo sicuramente per chi se ne sta seduto - con tanto di doppio incarico - nel consiglio provinciale (dal 2004) e nel consiglio comunale di Prato con l'invidiabile ruolo di battitore libero. Le esternazioni di questi giorni mettono in evidenza il sempre più improbabile ruolo di Bini come presidente della commissione di garanzia della Provincia. E' fin troppo evidente l'uso politico fatto di un incarico che per sua natura deve essere super partes».

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