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Da Dior a Chanel Il Museo del tessuto sceglie il vintage
Un viaggio nella storia della moda attraverso gli stilisti Ottocento metri quadri di mostra nell’ex opificio
PRATO. Un originale viaggio nella storia e nell'evoluzione della più attuale tendenza della moda contemporanea e allo stesso tempo un omaggio al potere evocativo dello stile di ieri.
Questa l'idea innovativa di "Vintage. L'irresistibile fascino del vissuto" mostra organizzata dal Museo del Tessuto dedicata al tema del Fashion Vintage che verrà inaugurata venerdì 7 dicembre. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Angelo Vintage Archive e con la sinergia della vice presidenza di Acte Italia (Associazione delle Città Tessili Europee).
La mostra intende raccontare per la prima volta come la pratica dell'usato, fortemente radicata nell'ambito della storia dell'abbigliamento e del tessuto, sia stata capace nel tempo di caricare i concetti di vissuto e second hand di un irresistibile fascino generando un vero e proprio fenomeno di costume.
Attraverso un percorso tematico sostenuto da precisi riferimenti cronologici, il progetto non intende difatti limitarsi ad una semplice esposizione di abiti e accessori accomunati dall'appartenere al passato della moda, ma cerca di rintracciare origini, sviluppi e motivazioni che hanno fatto del vintage un elemento quasi indispensabile nella progettazione contemporanea della moda e del tessuto.
Il piano espositivo di "Vintage. L'irresistibile fascino del vissuto" si articola in quattro differenti sezioni con oltre 100 capi d'abbigliamento e tessuti esposti, occupando sia parte del suggestivo ambiente della sala storica che le ampie sale del primo piano del Museo, per un totale di circa 800 metri quadri di esposizione.
Dai particolari costumi antichi e dai preziosi manufatti tessili che raccontano della prassi di riadattare capi e tessuti per dare loro nuova vita e diversa funzione ad oggetti unici come il sorprendente cuscino del corredo funebre del vescovo degli Agli (Impruneta, Firenze) realizzato nel Quattrocento con tecnica patchwork di incredibile modernità utilizzando numerosi frammenti di stoffe differenti (lane, sete, lampassi, damaschi, velluti) e di diversa provenienza come abiti, tappezzerie e lane domestiche.
Dal ruolo centrale di Prato nell'ambito del riuso della fibra (il ciclo della lana rigenerata) raccontato attraverso jeans d'annata, capi militari e oggetti curiosi emersi dalla cernita della moltitudine di indumenti raccolti, alle suggestioni di un vero magazzino pratese dell'usato suggerita da documenti video e da contenuti multimediali.
Filmati d'archivio e interviste a protagonisti come Giovanni Masi, figura pioneristica che già dagli anni Settanta contribuì ad imporre su scala nazionale i magazzini dell'usato di Prato e entusiasta promotore di progetti ed eventi sul territorio legati al tema del vintage E ancora, dalle "divise" second hand, simbolo dei movimenti giovanili e di protesta, dal denim usurato e dalle uniformi personalizzate, dall'eskimo, dagli abiti folk e dai completi hippie così carichi di valori culturali e sociali al crescente interesse che questo stile vissuto e di strada suscita presso i più geniali creatori dell'alta moda del periodo come Yves Saint Laurent.
Interesse che presto diventa passione per alcuni pionieri del settore, dando vita al fianco di notevoli raccolte private a vere e proprie collezioni vintage che affiancano alla loro origine casual specializzazioni nel'ambito dell'abbigliamento militare, nel jeans, nell'etnico e in modo sempre più ricercato nel settore dell'usato di lusso.
Archivi vintage raccontati in mostra tra gli altri attraverso capi di Dior, Cardin, Balenciaga, Chanel anni Cinquanta e Sessanta mentre abiti di Valentino, YSL, Thierry Mugler e Issey Miyake confermano come il collezionismo privato guardi già con interesse alla moda degli anni Ottanta e Novanta come oggetti capaci di trasmettere il fascino del vintage.
Per ulteriori informazioni : Museo del Tessuto di Prato.Tel 0574 611503 / www.museodeltessuto.it info@museodeltessuto.it
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