Il Tirreno

Prato

Banditi assaltano ditta di videogiochi

di Eleonora Barbieri
Banditi assaltano ditta di videogiochi

Seano: il nipote del titolare, Vito Tarantini, ex candidato sindaco, vigile a Prato, ne blocca uno fino all’arrivo dei carabinieri

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CARMIGNANO. È finito in manette uno dei quattro banditi armati che ieri sera intorno alle venti ha assaltato la Super Giochi di via Statale a Seano, una ditta che fornisce videogiochi a noleggio, di proprietà di Giuseppe Vermigli, il nonno di Vito Tarantini, agente di polizia municipale di Prato e molto noto in zona per essersi candidato a sindaco per il centrodestra nella scorsa tornata elettorale a Carmignano. Ed e' proprio l'intervento di questo coraggioso ragazzo che ha fatto la differenza.

Vito e' entrato nel magazzino e non curante delle pistole puntate sul padre e sul nonno ha acchiappato uno dei quattro rapinatori bloccandolo a terra. Nella colluttazione ha preso un colpo allo zigomo, ma non si e fatto intimorire e fino all'arrivo dei carabinieri ha tenuto fermo il malvivente. Gli altri tre complici sono scappati nei campi verso Catena. Andiamo con ordine anche se l'esatta dinamica dei fatti e' in corso di ricostruzione da parte dei carabinieri di Poggio e di Carmignano. Intorno alle venti di ieri quattro rapinatori armati hanno fatto irruzione nel magazzino della Super Giochi al pian terreno di una bella villetta lungo via Statale quasi ai confini tra Seano e Quarrata. Complice della banda è il buio pesto.

L'obiettivo sono gli incassi delle slot e dei videopoker che la ditta noleggia a varie sale giochi della zona. Il nonno e il babbo di Vito si trovavano ancora a lavoro. Forse sono stati seguiti dai banditi mentre tornavano alla base o forse erano sotto osservazione da giorni per capire il momento migliore per entrare in azione. Sono stati pochi minuti di puro terrore. Grida e concitazione che hanno richiamato l'attenzione di Vito che in quel momento era in casa al piano di sopra. Il tempo di rendersi conto di quanto stava accadendo e si è precipitato giù.

«Non ci ho neanche pensato - dice a caldo ancora visibilmente scosso - il mio unico pensiero era fermarli e proteggere i miei. Ne ho afferrato uno e l'ho gettato a terra senza farlo muovere fino all'arrivo dei carabinieri». Gli altri tre malviventi hanno preferito darsela a gambe arraffando quello che avevano sotto mano. Il bottino è' ancora da quantificare. Banditi pasticcioni perché in quelle fasi concitate hanno perso le chiavi di una Lancia Musa risultata poi rubata. Chiavi che sono poi state recuperate dai carabinieri. L'auto era parcheggiata sulla strada appena fuori il cancello d'ingresso. La nazionalità del bandito non è ancora nota. Si sa solo che ha pelle bianca e bassa statura. Ha trascorso la notte a rispondere alle domande dei carabinieri che ora sono sulle tracce degli altri tre banditi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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