Il Tirreno

Prato

Bini: «Gestri stacchi la spina al Creaf»

di Giovanni Ciattini

Il consigliere provinciale di Fli critica lo sperpero di denaro pubblico e non esclude una segnalazione alla Procura

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Creaf uguale a pozzo senza fondo è un’equazione troppo facile. Riccardo Bini, consigliere provinciale di Fli, lo sa bene. Ma mettere in evidenza di volta in volta quello che lui definisce un “ostinato sperpero pubblico”, è più forte di lui. Ma certo il Creaf, il centro di ricerca e alta formazione, ormai da anni presta il fianco ad accuse di questo tipo. Stavolta Bini, prendendo spunto dall’ultimo bilancio approvato (nel 2011 una perdita di 300mila euro, 779mila euro fino ad oggi), rivolge un «definitivo» appello alle forze politiche e alle istituzioni cittadine perché guardino con attenzione quanto è accaduto e sta accadendo intorno al Centro di via Galcianese. Anche la Procura, oltre alla Corte dei Conti già investita a suo tempo da Bini insieme al collega Francesco Mugnaioni, secondo il consigliere avrebbe materiale sul quale lavorare.

Ma che cosa è accaduto di nuovo? «E’ un progetto che non ha una via d’uscita - chiarisce Bini - è bene che tutti ce se ne renda conto. L’ultimo bilancio approvato della società Creaf, col voto contrario del Comune di Prato, si è chiuso con una perdita di 300mila euro. E’ una perdita in gran parte originata dai 180mila euro derivanti dall’anticipazione di 5 milioni e 900mila euro della Provincia (socio in Creaf con l’85%), ndr)».

«E’ una società - prosegue Bini - che non è ancora attiva e continua ad accumulare bilanci in rosso. Non solo: si continua ad attingere a finanziamenti pubblici per terminare un’opera costata la bellezza di 22 milioni di euro. E, occorre aggiungere, c’è la prospettiva più che concreta di non recuperare gli investimenti fatti. Lo stesso ex direttore generale della Provincia aveva stimato in 200mila euro il provento annuo derivanti dagli affitti di metà degli spazi».

Bini, lo si è capito, il bicchiere lo vede sempre mezzo vuoto. «Il Creaf ha vinto il ricorso contro l’Agenzia delle Entrate- informa Bini - che pretendeva il pagamento di 4 milioni e 200mila euro per una detrazione, a suo giudizio indebita, dell’Iva. E questo perché la società veniva considerata immobiliare e non commerciale. Ricorso vinto. Bene, salvo che il Creaf si deve accollare 120mila euro per le spese legali». E poi c’è il milione e 100mila euro che la Regione è chiamata a versare sulla base dell’avanzamento lavori che ancora non arriva a causa di problemi legati ad una fideiussione. Di problemi, insomma, il Creaf ne origina in continuazione. Anche l’accordo sottoscritto col Polo tecnologico di Navacchio per il management (verrà presentato alla stampa nei prossimi giorni dalla Provincia) viene visto da Bini nel suo risvolto negativo. «E’ un accordo che per i prossimi tre mesi costerà 30mila euro - spiega - si tratta di un incarico per attirare sul Creaf chi è interessato a sviluppare progetti di ricerca. A gennaio poi ci sarà un bando per affidare questo compito ad un manager: costo minimo 100mila euro». Un contenitore vuoto, costato uno sproposito e che continua a restare, secondo Bini, inutilmente in vita.«Mi chiedo perché si debba continuare a pagare 20-30mila euro il presidente Rinfreschi- si domanda Bini - se questa società ancora non produce alcunchè. Anche le manifestazioni d’interesse, a partire da quella del Pin, sono decadute. Invito il presidente Gestri a staccare al più presto la spina, come ha fatto con palazzo Vestri» .E a proposito di palazzo Vestri il consigliere Bini non esclude, anche per questa vicenda, un possibile esposto alla magistratura. «Si sono destinati oltre 2 milioni per ristrutturare un palazzo privato, cambiandone anche la destinazione da alberghiero ad uffici, pagando anche un affitto di 220mila euro l’anno, per poi tirarsi indietro perché ci si è accorti che si spendeva troppo. Bene, ma così si è fatto un regalo incredibile ai privati». Ultimo appunto “urbanistico”. «Fli non è contraria al polo oncologico - puntualizza - soltanto siamo contrari alla strumentalizzazione che ne ha voluto dare il sindaco in consiglio. Il polo oncologico non deve essere vincolato ad una sede precostituita».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa