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Poggio alla Malva: «Non chiudete l’ufficio postale»

Poggio alla Malva: «Non chiudete l’ufficio postale»

Gli abitanti: «Nel 2003 ci chiesero di intensificare accrediti e depositi, ora però si rimangiano tutto»

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CARMIGNANO. «Non chiudete l'ufficio postale. Assieme al piccolo ambulatorio (anch'esso a rischio) è l'unico servizio che rimane al paese». Contro la chiusura minacciata dello sportello di Poggio alla Malva sollevano gli scudi i più anziani del paese. O meglio già l'avevano fatto, ma in silenzio e senza troppo clamore, raccogliendo ad agosto 142 firme poi spedite in Comune. «Non chiudete l'ufficio - dicono a Poste ed al sindaco –. Non chiudete l'ufficio se volete davvero evitare che il paese si trasformi in una frazione dormitorio». Lo sportello di Poggio alla Malva, dal 2003 aperto solo due mattine alla settimana (il martedì e il sabato), è tra i 174 uffici che, solo in Toscana, l'azienda ha ipotizzato di poter chiudere fin dall'autunno. Un destino comune allo sportello di Bacchereto, dove la minaccia però fin dall'inizio è apparsa meno concreta. Troppe poche operazioni al mese, sportelli non più redditizi e quindi giù il bandone. Poste si comporta come una qualsiasi azienda privata. Ma gli abitanti di Poggio alla Malva contestano i numeri. «In paese un po' tutti abbiamo un conto corrente, un libretto o un deposito» dicono ancora i più anziani. Cinquecento anime almeno abbarbicate sulle pendici che degradano verso l'Arno, un paese piccolo ma comunque cresciuto negli ultimi dieci anni, a Poggio alla Malva non ci sono banche. «Tutti riscuotono la pensione alla Posta. E sul conto postale in parecchi abbiamo domiciliato le bollette» ripetono con l'amaro in bocca. I numeri che Poste ha inviato al Comune proprio non li convincono. Ma soprattutto i più anziani ricordano la promessa fatta nel 2003. «Allora – raccontano - per non chiudere l'ufficio e lasciarlo aperto almeno due giorni alla settimana l'addetto commerciale di Poste ci chiese di intensificare accrediti e depositi. Noi l'abbiamo fatto, ma ora si rimangiano la promessa». Potrebbero forse accettare un ulteriore riduzione, ma la chiusura proprio no. «Che almeno un giorno alla settimana l'ufficio resti aperto – concludono -, altrimenti perderemmo ogni punto di riferimento». Intanto si continua a trattare. Per domani è annunciato un incontro del presidente della Toscana Enrico Rossi con l'amministratore di Poste. Il sindaco rilancia accordi per far svolgere a Poste servizi comunali, come la stampa di certificati anagrafici. E a Poggio alla Malva aspettano con apprensione. Soprattutto i cittadini più anziani e senza auto. (w.f.)

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