Il Tirreno

Prato

Pd e Pdl uniti grazie a Guazzini «Critiche eccessive e ingenerose»

Dopo l’attacco ai politici del vice presidente di Confindustria Prato replicano i parlamentari Andrea Lulli e Riccardo Mazzoni non hanno dubbi: «Sbagliato fare di tutta l’erba un fascio»

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PRATO. L’imprenditore Lorenzo Guazzini un risultato l’ha ottenuto. Come Mario Monti ha messo d’accordo il Pd e il Pdl. E per Prato ai massimi livelli, visto che a “bocciare” le critiche nei confronti dei politici dell’ex vice presidente di Confindustria Prato sono due parlamentari, Riccardo Mazzoni e Andrea Lulli.

Critici ma con moderazione. Il primo punto in comune tra Lulli e Mazzoni è un principio. «Le ragioni a essere critici con i politici ci sono tutte ma fare di tutta l’erba un fascio è troppo facile», commenta Lulli che nel collega Mazzoni trova un alleato anche nell’utilizzo dei detti comuni. «Dire che i politici sono tutti cialtroni e come dire che tutti i gatti sono bigi.E’ ingiusto e anche falso», commenta il parlamentare del Pdl nonché coordinatore provinciale.

Ognuno di noi ha lavorato. Sia per Lulli sia per Mazzoni i commenti di Guazzini sono infelici anche perché partono da un assunto non vero. «Fassina è un docente, Alfano ha fatto l’avvocato, io ho lavorato come giornalista per trent’anni prima di essere eletto. E comunque proprio perché vengo da un’altra professione ho capito che servono anche coloro che fanno la politica di professione che hanno esperienza e conoscono a fondo il sistema e la politica. Sarà impopolare ma non lo trovo un’offesa». «Non mi piace questo modo di giudicare i politici - ancora Lulli - e credo di poter difendere chi è sempre vissuto di politica perché non è il mio caso. Io ho il mio reddito e il mio stato patrimoniale on line e credo che di non aver niente di simile con chi ha fatto nella politica il suo interesse personale».

Un lavoro duro anche per Prato. La sensazione è che Guazzini sia approdato al non voto e a queste critiche per la mancanza di atti concreti per la piccola media impresa e per l’Italia? «Ancora più ingeneroso», dice Lulli . «Non sta a me dirlo ma ho lavorato per la legge sul cardato, per il made in e per tutte le istanze partite dal distretto anche se ritengo che fare politica non significa dover fare il sindacalista di un territorio ma proporre soluzioni per il paese». PerMazzoni una sensazione quasi da non prendere in considerazione. «Prato ha contato su un contributo di 25 milioni di euro per la mobilità in deroga arrivati dal Governo anche con il mio contributo. E’ una delle migliori cose fatte da quando sono in parlamento. E ovviamente non c’è solo questo».

Lo strano comportamento.C’è un altro aspetto delle critiche mosse alla politica da Guazzini che a Mazzoni non vanno giù: «Guazzini è il vicepresidente dell’Unione industriale. Se ritiene che i politici non hanno niente da dare al paese e alle piccole imprese perché li hanno invitati al forum. E’ brutto criticare così chi si è invitato». (i.r.)

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