Gioco
«Snobbati da 20 anni dai politici italiani Logico non fidarci»
L’imprenditore Matteini a fianco del collega Guazzini «Ricordo quando Scajola ci disse: “Ho solo 5 minuti per voi”»
PRATO. A Prato si perdevano duemila posti di lavoro all’anno. Il distretto sembrava a un passo dal baratro e gli industriali insieme ai sindacati, alle istituzioni e a tutte le categorie economiche stavano organizzando una grande manifestazione di piazza che poi si concretizzò in “Prato non deve morire”. Il distretto cercava di far conoscere la situazione ai politici nazionali per trovare un rimedio e tra questi non poteva mancare l’allora ministro allo sviluppo economico Claudio Scajola. Il ministro dette l’appuntamento a una delegazione pratese all’aeroporto di Pisa. L’allora presidente degli industriali Riccardo Marini guidava la delegazione. Non appena Marini arrivò davanti al ministro la prima cosa che si sentì dire fu “faccia veloce, ho solo 5 minuti”. A riferire questo aneddoto è Riccardo Matteini, all’epoca vice presidente di Confindustria Prato, oggi titolare di una delle aziende più importanti della città con 120 dipendenti. E lui racconta questo episodio per dire che «sì, Guazzini ha fatto proprio bene a dire quel che ha detto sui politici su Facebook. Non è solo a pensarla così».
«Marini - commenta Matteini - in quell’occasione rappresentava la più grossa industria italiana: era il portavoce di un distretto tessile con migliaia e migliaia di addetti che rischiava di chiudere. In cambio ricevette cinque minuti appena.Come si fa ad aver fiducia nella classe politica?».
«Si ricordano di Prato - aggiunge Matteini - solo nelle occasioni in cui possono fare un po’ di passerella davanti alle televisioni. Se i media parlano di un’azienda che chiude beh ,loro arrivano. Se invece i media nazionali non parlano di un distretto, un’insieme di aziende piccole ma importanti, allora non li vedi. Sono dieci anni che hanno dimenticato la piccola e media impresa italiana. Se n’è ricordato ora Monti ma solo per spremerci».
Anche Matteini come tanti altri suoi colleghi non ha fiducia nei politici. In nessuno. »I politici di una volta - commenta - pensavano al bene comune, quelli di oggi solo alla visibilità. Non abbiamo mai sentito uno che ci ha chiesto da dove si potesse cominciare per risolvere i problemi e poi l’ha fatto. Niente di niente. E chi, come noi, mette nelle aziende amore, passione, responsabilità e una valanga di soldi non ha più voglia di stare ad ascoltare promesse vane».
«Il presidente Rossi - è sempre Matteini a parlare - ha detto che si doveva ripartire da Prato e poi ha alzato l’Irap e non si è rifatto vedere al forum, Alfano era venuto anche all’assemblea per l’elezione del presidente e aveva parlato di un patto per Prato ma non mi risulta si sia rifatto sentire. Non si fa politica industriale da almeno 20 anni». Per Matteini è allucinante che per farsi ascoltare si debbano fare gesti eclatanti. «Dovremmo essere ascoltati anche quando con educazione chiediamo cosa serve alle imprese ed invece ci si occupa solo di quelle cinque multinazionali. All’Alcoa hanno promesso sconti sull’energia: noi piccole imprese tessili li chiediamo da anni e non li abbiamo ottenuti. Forse sarebbe meglio prevenire anziché curare. Noi moriremo non di poco lavoro ma per le tasse eccessive e per le banche che hanno rinunciato a fare il loro lavoro senza che nessuno imponga cosa diverse».
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