Sicurezza
Famiglie in rivolta contro i “cosiddetti” affitti calmierati
Manifestazione dei condomini di via Lamarmora Sotto accusa anche le elevate spese condominiali
MONTEMURLO. Prima le infiltrazioni d'acqua, gli ascensori che non partono e altri disagi. Adesso il conto degli affitti che sale anche fino a 900 euro. Così le 24 famiglie che abitano le case ad affitto calmierato di Fornacelle hanno detto “basta” e ieri sono scese in strada per protestare.
Affitti calmierati? «Che affitti calmierati sono questi? Noi non ce la facciamo più – esordisce Calogero Messina, uno degli abitanti del complesso realizzato da Epp – Abbiamo fatto richiesta di questi appartamenti con la speranza di avere affitti meno pesanti, ma non è così. E mentre in giro gli affitti calano, i nostri aumentano». Ci sono tutti nella saletta condominiale di via Lamarmora. E sono tutti infuriati per una situazione che anche volendo non potrebbero tollerare. «Siamo famiglie monoreddito, anziani con la pensione minima, cassintegrati – dicono – Continuano a presentarci conti sempre più alti, che noi non potremo pagare. Vogliamo un adeguamento in base al mercato attuale degli affitti».
Presentate nel maggio 2011 come le case che “abbattono le bollette”, gli appartamenti di via Lamarmora prevedevano affitti decurtati del 30 per cento rispetto a quelli normali: 400 euro circa per una cinquantina di metri quadrati, poco più di 500 per 60 metri quadrati per salire fino a 700 per i più grandi.
«Prima abbiamo scoperto che a queste cifre bisognava aggiungerci il 10 per cento d'Iva – racconta Messina - Poi c'è stato aggiunto un altro 12 per cento. Insomma, alla fine la decurtazione non supera l'8 per cento».
Condominio. I condomini di via Lamarmora hanno messo tutto in mano agli avvocati. Vogliono vederci chiaro: non solo sull'affitto ma anche sulle spese condominiali. La gestione condominiale infatti, nel periodo compreso tra il giugno 2011 e la fine di maggio di quest'anno, prevede spese che superano i 23mila euro. Di questi, 11mila euro sono di spese di riscaldamento, nonostante i pannelli solari termici in dotazione capaci, secondo Epp, di abbattere almeno la metà del fabbisogno generale. A questi si aggiungono le spese per la manutenzione degli ascensori e di quella dei pannelli solari. «Non accettiamo questi conti, ci sembrano assurdi: vogliamo vedere le bollette, controllare i consumi effettivi – dicono in coro i condomini – Non ci hanno fatto vedere niente e noi adesso ci ritroviamo a pagare cifre che non ci possiamo permettere. Queste sono spese di cui nessuno ci aveva detto niente». Si sentono presi in giro. «Presentando domanda per questo bando – raccontano - Noi abbiamo rinunciato non solo alle case in cui abitavamo ma anche e soprattutto a qualsiasi altra forma di aiuto. E adesso ci troviamo in una condizione peggiore di quella di prima».
Furti e degrado. Lucia Lopez è un'inquilina come tanti altri. Racconta un aneddoto. «Li ho chiamati perché il portone del mio appartamento chiudeva male – comincia - Sono venuti in tre, hanno provato il portone e mi hanno detto di non preoccuparmi, che ad una persona anziana come me non sarebbe venuto a rubare nessuno». Invece i furti, di biciclette e di motori, uniti a qualche danneggiamento alle auto, ci sono stati. Specialmente nel garage sotterraneo che deve rimanere sempre aperto (il cancello è stato murato in modo da non farlo chiudere) e dove le donne che abitano in via Lamarmora evitano di parcheggiare. «Più di una volta abbiamo trovato estranei che vagavano sulle nostre scale – raccontano – così abbiamo deciso di chiudere a chiave le porte tagliafuoco che portano in garage». Non solo. Quando piove, il garage si allaga e il segno del fango, almeno una decina di centimetri, è ancora visibile sulla parete. Stamani, una delegazione di via Lamarmora incontrerà il sindaco Lorenzini.
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