Attenzione
Il fallimento del Pg1 mette in pericolo le opere pubbliche
Le reazioni delle forze politiche al bando andato deserto Gli oneri di urbanizzazione servivano per le scuole
MONTEMURLO. Gioia, soddisfazione e una stroncatura plateale. Anche se a scoppio ritardato, le reazioni al fallimento del bando per il Pg1 e al successivo annuncio del sindaco Lorenzini, un giardino al posto del campo sportivo, alla fine sono arrivate. E alla gioia di Roberto Ulivi (La Destra) e alla soddisfazione di Aurelio Biscotti (Rilanciare Montemurlo) si aggiunge pure la reazione critica e puntuale dell'associazione “Politicamente”. Che poi è quella fondata qualche tempo fa da due freschi renziani, Franco Ganugi e Andrea Cautillo, insieme a Riccardo Saccenti e a Valentina Ianni. «Lo dicevo da tempo – ha commentato Aurelio Biscotti , capogruppo di “Rilanciare Montemurlo” - Era impensabile riuscire a trovare un'azienda che si facesse avanti per un progetto tanto imponente in un momento in cui Montemurlo è piena di case che nessuno vuole acquistare». Roberto Ulivi invece gioisce, «perché non vedremo crescere altri palazzi» e promette al sindaco di vigilare sul suo operato per vedere «se i fatti – dice – dimostreranno se lei è un uomo oppure un Pinocchio qualsiasi». Ma se quelle di dei due più autorevoli esponenti dell'opposizione sono reazioni a caldo, quella dell'associazione di Ganugi e Cautillo è quanto di più s'avvicina ad una vera e propria stroncatura politica. Che si conclude con l'invito al Comune di pensare più a politiche lungimiranti per il bene di Montemurlo che alla ricerca del semplice consenso. Innazintutto, una riflessione sul realismo del progetto. Lecita, secondo l'associazione, «se si considera il fallimento del PG1 assieme al crollo della domanda per quanto riguarda affitti e acquisti di immobili». L'idea stessa di una nuova zona residenziale insomma sarebbe dovuta essere rivista in virtù della crisi edilizia. «Il PG1 – si legge nella nota inviata ai giornali - Prevedeva l’ampliamento del plesso scolastico di Morecci e la ristrutturazione della scuola materna di Novello. L’accantonamento del progetto comporta il venir meno di queste opere pubbliche, almeno per il momento. Si tratta però di opere che erano previste in ragione di un’esigenza, quindi ci si chiede come far fronte alla loro assenza». Secondo “Politicamente” è proprio lo strumento degli oneri di urbanizzazione, in cambio dei quali ottenere lavori extra dalle aziende costruttrici, il vero problema. «Ci si chiede se abbia senso utilizzare in via esclusiva e in modo così esteso gli oneri di urbanizzazione – dicono - Occorrerebbe, forse, valutare bene l’impatto che questo può avere sul territorio, in termini ambientali, sociali ed economici e tentare di pensare ad altre strade che possono essere percorse: bandi europei, finanziamenti regionali e governativi».
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