Il dolore
Ecco Anthony Braxton il filosofo del jazz
Stasera al Teatro Metastasio il concerto, nel pomeriggio l’incontro col pubblico Il musicologo Stefano Zenni spiega l’eccezionalità dell’evento pratese
PRATO. Stasera il Metastasio jazz fornirà un'anteprima dei quello che, come di consueto, accade fra gennaio e febbraio. Stefano Zenni, critico musicale innamorato del jazz, ci spiega come mai è stato scelto un maestro come Anthony Braxton piuttosto che seguire il filone della rassegna ed affidarsi ad un artista emergente: «Anthony Braxton è stato l'ispiratore di due generazioni di jazzisti, che poi hanno dato vita a grandissimi talenti. Potevamo averlo a Prato, e ci è sembrata un'occasione splendida: è il nume tutelare delle ultime due generazioni di musicisti jazz». Le caratteristiche di questo spettacolo non ricalcheranno il concerto jazz classico: «Anthony Braxton suonerà con un sestetto e per la prima volta inserirà le nuove tecnologie in uno spettacolo: Ipad, Ipod, musica elettronica. Ci saranno sei Ipod con la musica di Braxton che dialogheranno fra di loro tramite minispeaker, ed è uno spettacolo pensato e creato appositamente per il Prato: è il primo spettacolo della stagione ad essere ospitato al Metastasio, visto che Isola è stato messo in scena al Fabbricone».
Come mai questo onore proprio a Prato? «Braxton ha una storia di grande amore per questa città e per il suo teatro, ha già suonato qui nel 2007, ed è rimasto molto legato al Metastasio: è un regalo che ha scelto di fare alla città. Prato sarà la seconda tappa del suo tour europeo dopo Venezia, seguiranno Reggio Emilia ed altre città, ma questo spettacolo è solo per noi». Braxton non è solo un musicista. «Assolutamente: Braxton è un filosofo della musica, vede il jazz come rapporto fra composizione e improvvisazione e crea continuamente nuovi modi di interazione all'interno del gruppo: un suo progetto, Sonic Jenome, ha coinvolto molti musicisti in uno spazio pubblico, impegnati a suonare aggregandosi e disgregandosi continuamente mentre le persone passavano. Riesce a unire jazz, musica e cosmo: il suo sogno sarebbero 4 orchestre sinfoniche che suonano contemporaneamente su 4 pianeti diversi. Unisce musica, sogni e socialità».
Questa innovazione non è l'unico regalo che ha fatto alla città di Prato. «In effetti no: contravvenendo al suo solito modo di fare, ha accettato di partecipare ad un incontro aperto a tutta la cittadinanza, che si terrà oggi alle 18,30 al Metastasio, coordinato da me e Francesco Martinelli, uno dei più preparati esperti della musica di Braxto»n.
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