Il dolore
Sogni musicali in compagnia di Beppe Dati
Il 19 ottobre al Teatro Metastasio si terrà una serata in favore dell’associazione Vincenzo de’ Paoli
PRATO. “Sogni è tutto quello che c’è, sono dei frammenti di te…”. Con l’arpeggiare di una chitarra e il dialogo tra un bambino e un uomo, tra note, parole, immagini e suggestioni, arriva al Teatro Metastasio “Sogni”, lo spettacolo di Beppe Dati. L’autore di brani portati al successo da artisti come Francesco Guccini, Mia Martini, Laura Pausini, Marco Masini, Raf, Paolo Vallesi sale sul palcoscenico e accompagnato da cantanti, musicisti, immagini e luci interpreta i propri successi coinvolgendo gli spettatori in un viaggio nella musica italiana.
L’appuntamento è per il 19 ottobre alle ore 21 grazie all’organizzazione di tutti i Lions Club di Prato: Prato Host, Poggio a Caiano - Carmignano, Prato Datini, Prato Castello dell'Imperatore, Prato Borgo al Cornio, Prato Curzio Malaparte, Prato Centro con i rispettivi presidenti e soci si sono uniti in una grande produzione per sostenere l’associazione San Vincenzo de’ Paoli di Prato contro le vecchie e nuove povertà.
Un service distrettuale focalizzato sul territorio di appartenenza dei sette Club che in questo modo vogliono dare una mano concreta a un’associazione fortemente radicata nel tessuto sociale pratese su una problematica purtroppo sempre più attuale.
L’ingresso è su invito e prevede al termine dello spettacolo anche una degustazione di dolcezze e prelibatezze della pasticceria “Nuovo Mondo” di Prato.
Di storie da raccontare Beppe Dati ne ha tante, come quando Francesco Guccini dopo aver ascoltato il provino di “Cirano” cantato da Beppe disse: “...è una canzone che avrei voluto scrivere io!”. O come la notte insonne passata da Mia Martini, dopo aver ascoltato sempre dalla voce di Beppe a casa di Bigazzi, l'inedita “Gli uomini non cambiano”. Lunga notte che però finì in una dolce alba dove la splendida “Mimì” decise che quel brano avrebbe avuto la sua voce.
Narra alcuni aneddoti in “Sogni” tra un brano e una poesia, tra un’immagine che racconta una Toscana e un’Italia che non ci sono più ma rivivono nelle immagini e nelle note.
Con le sue canzoni, Dati ripercorre le tappe di una carriera che ha inizio nel 1989 a Sanremo con “Cosa resterà di questi anni ottanta” cantata da Raf, e lo porta poi a vincere per ben due volte nella sezione “Novità” con “Disperato” di Marco Masini (1990) e “Le persone inutili”di Paolo Vallesi (1991) e a piazzarsi al secondo e terzo posto nel fortunato Festival del 1992, con le indimenticabili “Gli uomini non cambiano” di Mia Martini e “La forza della vita”di Paolo Vallesi, firmando inoltre, con il suo amico Zucchetti, per la sezione giovani un altro successo, “Brutta” cantata da Alessandro Canino, fino ad arrivare sul gradino più alto di quel prestigioso Festival nel 2004 con l’“Uomo volante” di Marco Masini.
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