Il Tirreno

Prato

«Vi hanno dato una sòla, almeno scusatevi»

Il consigliere comunale Lana (Pdl) incalza il centrosinistra sulla questione degli “swap” di Dexia

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PRATO. «I cittadini hanno diritto di sapere come sono stati amministrati». Lo afferma con forza il consigliere comunale Vittorio Lana in relazione al pasticcio degli swap, i “derivati” contratti dalla precedente giunta con Dexia Crediop che si sono rivelati una sanguisuga per i conti del Comune.

«Il Comune di Prato - ricorda Lana, che è anche generale della Finanza in pensione - attraverso il funzionario delegato e su autorizzazione delle Giunte pro-tempore si è dichiarato “operatore qualificato” per condurre le negoziazioni e concludere operazioni finanziarie per decine e decine di milioni di euro, avendo come controparte gli esperti di ingegneria finanziaria di una delle più potenti multinazionali operanti nel settore dei prodotti derivati.

La totale carenza di tale requisito non era forse riscontrabile attraverso un po’ di buon senso? L’attività esercitata dai membri della Giunta o dal funzionario delegato alla sottoscrizione del contratto offriva forse una qualche garanzia di esperienze nello specifico settore, eccezion fatta per l’assessore Massimo Carlesi dipendente di filiale cittadina di un istituto di credito? Sono domande alle quali deve essere data una risposta in sede politica».

Quanto alla cosiddetta “clausola compromissioria” con la quale la precedente giunta ha accettato l’arbitrato della legislazione inglese, Lana ritiene che non ci si può nascondere dietro a un dito.

Se i funzionari non erano qualificati, ragiona Lana, «vi sarebbe stata impreparazione e imperizia per deliberare su una materia così complessa».

«Se di questo si tratta perché non prendere le distanze dai noti approfittatori e predatori.Insomma, se politici ed amministratori si sono fatti rifilare una sola di cambiali per milioni di euro che i cittadini pratesi sono chiamati a pagare fino al 2026, il minimo che si può aspettare da loro, è una profonda riflessione sugli alti incarichi, tuttora, affidati e soprattutto una astensione in sede di deliberazioni e di commenti disinvolti sulla controversia per decine di milioni di euro che oppone il Comune a Dexia».

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