Sicurezza
Pianta il coltello nel collo della fidanzata
Arrestato per tentato omicidio. I carabinieri dicono che i genitori hanno cercato di coprirlo. Lei, 18 anni, è fuori pericolo
PRATO. Al culmine dell’ennesimo litigio la ragazza si è gettata sul letto in lacrime e lì è rimasta a singhiozzare. Non sospettava che il fidanzato avesse in mente qualcosa di peggio di un semplice rimprovero. E così quando lui è tornato brandendo un coltello da cucina non lo ha nemmeno visto. Ha sentito una vampata di calore al collo e si è ritrovata con un coltello piantato nella carne. Ha avuto la forza di estrarre da sola la lama e poi di resistere a un tentativo di strangolamento mentre perdeva abbondantemente sangue dalla ferita.
Scene da film dell’orrore quelle andate in scena mercoledì sera in un appartamento di via Argonne, a Maliseti. E solo il caso, forse, ha impedito che ci scappasse il morto.
Antonino Russo, 37 anni, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, mentre la fidanzata, una ragazza residente in provincia di Pistoia che ha meno della metà degli anni di lui, è stata dichiarata fuori pericolo dai medici e dovrebbe guarire in 25 giorni.
Servirà più tempo, molto più tempo, per farle dimenticare quanto accaduto nella camera da letto.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la lite tra i due fidanzati, 37 anni lui, 18 lei, è avvenuta, per questioni di gelosia, nell’abitazione dove l’uomo vive insieme ai genitori. Erano circa le 23 e pare non fosse la prima lite per quel motivo. Stavolta però dalle parole si è passati ai fatti. La ragazza è stata accoltellata alla base del collo mentre era distesa a faccia in giù sul letto. E’ riuscita a estrarre da sola il coltello, ma per lei non era finita. Il fidanzato, sempre secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbe cercato di strangolarla.
Le urla di lei hanno fatto accorrere i genitori di lui, che in qualche maniera lo hanno bloccato. Ma non hanno chiamato un’ambulanza, come avrebbe fatto chiunque. Hanno preferito caricare in macchina la ragazza e secondo i carabinieri le hanno detto di non raccontare quello che le era accaduto. L’hanno lasciata al pronto soccorso e sono tornati a casa. I medici però, dopo aver suturato la ferita al collo con alcuni punti, hanno ovviamente chiesto alla diciottenne che cosa le era accaduto e lei ha detto la verità. A quel punto i carabinieri sono andati in via Argonne e hanno fatto i conti con la reticenza dei genitori, che hanno detti non sapere dove fosse il figlio. In realtà Antonino era sul terrazzo sul retro. E’ stato prelevate e portato in caserma, dove è stato arrestato.
Ieri mattina, davanti ai cronisti venuti a chiedere informazione davanti al condominio di via Argonne, l’atteggiamento dei familiari dell’arrestato non sembrava cambiato.
«Noi ci facciamo gli affari nostri, voi fatevi gli affari vostri - le uniche parole con marcato accento siciliano della nonna che vive al piano di sopra - Tanto mio nipote domani sarà già a casa». Irritato anche il padre del giovane, che ha chiamato i carabinieri nel vano tentativo di disperdere i cronisti.
Pare che Antonino Russo non abbia un lavoro fisso e la sua relazione con la diciottenne era abbastanza recente. Un’amica dell’uomo ha raccontato che Russo nei giorni scorsi si era confidato con lei dicendo che la relazione con la ragazza non andava bene. «Sono in crisi - avrebbe detto - Se succede qualcosa di grave, tu mi aiuterai?».
Ma secondo i carabinieri, che hanno inviato una relazione al sostituto procuratore Antonio Sangermano, l’aggressione di mercoledì sera non era premeditata.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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