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«No alla centrale al Cavalciotto»

Assemblea con l’assessore per evitare che si rovini il sistema di gore

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PRATO. Dignità storica per il Cavalciotto, il più grande sistema di gore realizzato a Prato e più volte ricordato anche da Galileo Galiei. A fianco della costruzione, che si trova all’ interno di un giardino pubblico a Santa Lucia, è prevista la costruzione di una centrale idroelettrica, ipotesi che non piace assolutamente ad un gruppo di persone che ha costituito per questo, l’associazione culturale il Cavalciotto. «Il nostro intento - spiega Valerio Barberis – è di valorizzare questo importante reperto storico, stiamo raccogliendo fondi per ripulirlo dalle scritte e per realizzare una pubblicazione sulla sua storia, ma soprattutto ci opponiamo alla costruzione di una centrale in questo parco che di fatto non sarebbe compatibile con l’ambiente». L’associazione non rifiuta, quindi, la centrale ma chiede che venga realizzata in un altro luogo, ad esempio lungo il Bisenzio. «Capisco che sotto il Cavalciotto ci sia un salto perfetto di 8, 30 metri e che quindi i costi sarebbero inferiori- continua Barberis – ma non è un criterio di scelta, anche perché per la sua realizzazione bisognerebbe movimentare 3400 mq di terra, ogni giorno passerebbero 300 camion all’ interno di una zona residenziale da poco riconsegnata ai cittadini». Il Cavalciotto, nel piano Secchi , sarebbe dovuto diventare il museo dell’ acqua, di fatto non lo è mai stato ma ogni anno numerose scolaresche lo vanno a visitare. «Da questo parco – spiega Barberis – partirà anche il collegamento con la pista ciclabile, che nel caso della costruzione della centrale, verrebbe interrotto» . L’associazione che conta un centinaio di iscritti, anche da fuori provincia, con Santa Lucia Insieme e la lista civica “La città per noi”, ha organizzato per questa sera alle 21,15 nei locali della parrocchia di Santa Lucia, un incontro pubblico con l’assessore provinciale all’ ambiente Stefano Arrighini. «I permessi non sono ancora stati concessi – spiega Silvano Agostinelli della Città per noi – per questo faccio un appello forte, in primis al sindaco, perché si cambi la collocazione della centrale».

Alessandra Agrati

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