Toscana
Forum: Boccia, leader della piccola industria, chiede un’Agenzia delle uscite
Rabbia e amarezza tra i piccoli imprenditori: «Bisogna controllare come vengono spesi i nostri soldi»
«Rabbia, amarezza, ansia, perché ci sentiamo soli», è il clima descritto dal leader della piccola industria di Confindustria, Vincenzo Boccia, al XIII Forum di Prato. Dove dice «basta alle soluzioni di emergenza», denunciando «l’assenza di un intervento di politica economica che dia una visione a questo Paese». Per la piccola industria di via dell’Astronomia «la questione industriale è la questione nazionale». Denuncia poi la pressione fiscale al «record storico», da alleggerire a partire dall’Irap.
«Siamo al centro del tunnel, nel cuore dell’emergenza», avverte il leader della «Piccola» di Confindustria. «Apprezziamo il lavoro di questi mesi», dice dell’azione di governo«, parlando alla platea dei piccoli imprenditori di viale dell’Astronomia: bene il decreto sviluppo, fiducia sul percorso di semplificazioni. Una stoccata, invece, sulla legge di stabilità: »Siamo preoccupati per il suo carattere prociclico. Ci preoccupa in particolare il secondo aumento dell’Iva e ancora di più il fatto di aver caricato sulle imprese private gli ulteriori tagli del sistema sanitario», creando «una sorta di tasse indirette» sui fornitori del biomedicale. La Piccola Industria chiede di andare avanti nella riduzione della spesa pubblica: «Cinquecento miliardi potrebbero arrivare grazie alle dismissioni», sottolinea Boccia. «Controllare come vengono spesi i nostri soldi è fondamentale», da qui la proposta di creare una «agenzia delle uscite», che usi gli «stessi metodi coercitivi dell’agenzia delle Entrate e del suo braccio operativo Equitalia».
Preoccupano i dati sul fisco, con una pressione calcolata da Confindustria «al 54% quest’anno ed al 54,4% nel 2013». E un total tax rate che «quest’anno toccherà il 68,5% dei profitti». Da Boccia anche la proposta di un «patto per le nuove generazioni», con una riduzione del cuneo fiscale per i primi due anni di lavoro «attraverso la decontribuzione totale e aliquote fiscali più vantaggiose», e un «premio ulteriore per chi trasforma il rapporto di lavoro in un contratto a tempo indeterminato».
Capitolo costi dell’energia: «È uno degli spread più gravi del nostro sistema manifatturiero», denuncia il leader della piccola industria. «Ai partiti chiediamo più politica», «Alla politica chiediamo di mettere il Paese e le nostre imprese in condizioni di competitività», aggiunge poi Boccia. Che avverte: «Se le forze politiche non riusciranno a definire un intervento di politica economica che, vincolandosi a un lungo piano di riforme, rimetta in competitività il Paese, non avremo altra scelta che chiedere lo scudo anti spread».
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