Cenni: «Per gli incarichi esterni spendiamo poco più di un milione»
Il sindaco risponde ai rilievi del consigliere Banchelli (Pdl) e spara a zero sulle partecipate: «Ci fanno un danno di milioni»
La spesa per gli incarichi esterni si è quasi dimezzata in tre anni. Lo sostiene il sindaco Roberto Cenni rispondendo alle osservazioni del consigliere comunale Gianluca Banchelli (che peraltro sostiene la giunta Cenni) che aveva parlato di una spesa di circa due milioni di euro. Secondo Cenni, invece, la spesa è di poco più di un milione (1.174.000 euro) perché il sindaco calcola la cifra «al netto degli storni dei finanziamenti ottenuti per i progetti europei promossi dal Comune», che coprono anche i costi delle consulenze. Nella spesa per incarichi rientrano anche quelli necessari per erogare i servizi, dai docenti della scuola di musica agli incarichi per progettazione, collaudi ecc. Le spese finanziate con contributi di altri enti a specifica destinazione sono, ad esempio, i costi per il censimento, che hanno inciso molto nel 2011 (773.027 euro), nonché appunto le spese sostenute nell’ambito di progetti finanziati con fondi europei. Cenni ha aggiunto che i dipendenti comunali sono attualmente 1.004 (1.090 nel 2008) e i dirigenti 20 (24 nel 2008).
Se i costi per gli incarichi esterni scendono, salgono quelli per le spese legali, lievitate da 76.845 euro nel 2009 a 133.658 del 2010 e 479.327 euro nel 2011: «Un altro frutto avvelenato del rompicapo dei titoli swap di Dexia Crediop» ha spiegato il sindaco, e l'effetto della battaglia combattuta in Tribunale per l'affidamento a gara dei servizi, primo fra tutti quello di distribuzione del gas: «Fa davvero specie che dal rapporto tra le Partecipate del Comune e l'Amministrazione comunale stessa questa riceva un danno perché con ricorsi e controricorsi si continuano a rivendicare dei diritti sui servizi - afferma Cenni - Un danno di milioni che si riverbera sulle risorse pubbliche. Questi enti dovrebbero parlare il linguaggio dell'interesse dei cittadini, in accordo con noi, e invece fanno tutt'altro, con ricorsi al Tar più strumentali che sostanziali».
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