Il Tirreno

Prato

Azienda cinese assume una disabile

Azienda cinese assume una disabile

Il titolare della confezione Fiore, informato dal consulente, è andato al Centro per l’impiego e ha scelto dalla lista

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PRATO. Dieci anni nelle liste del Centro per l’Impiego, quelle del collocamento mirato. Mai una chiamata di lavoro, almeno finora, che tenesse conto della sua condizione di invalidità. Straniera e disabile, fatica doppia per trovare lavoro. Non se dall’altra parte l’azienda risulta ligia agli adempimenti sulla legge 68, quella che garantisce l’accesso dei disabili nel mondo del lavoro. E l’azienda in questione è cinese, anzi italo-cinese, perché nella Confezione Fiore srl lavorano 7 italiani su un organico di 16 dipendenti: la confezione del Macrolotto 2 nata nel 2009 si è dimostrata virtuosa tanto che, allo scattare del sedicesimo dipendente, non se l'è fatta dire due volte attenendosi alla normativa (legge 68) che prevede una quota di lavoratori disabili in funzione della pianta d’organico. E non è così scontato che le aziende italiane siano tutte adempienti e diligenti in materia, complice la crisi che fa scarseggiare il lavoro per tutti. C’è da dire poi come nelle realtà aziendali in crisi (molte a Prato) dove si stanno attivando tante casse integrazione e procedure di mobilità, è previsto l’esonero dagli obblighi per il collocamento mirato. «E' la prima azienda cinese in cui ci siamo imbattuti che ha assunto un disabile secondo gli obblighi di legge», fa notare Francesco Di Maria, operatore del Centro per l’Impiego. La donna asiatica assunta il 2 ottobre scorso con contratto a termine di un anno ha 44 anni, è iscritta alle categorie protette dal 2002 e ha una disabilità motoria che non le impedisce comunque di essere una risorsa per una confezione. «La signora non era stata mai contattata per il collocamento mirato ma aveva lavorato in passato fra le categorie ordinarie», fanno sapere dal Centro per l’Impiego. Il fatto che l’assunta diversamente abile abbia passaporto asiatico è solo un caso. Ogni anno, a febbraio, l’azienda è tenuta a presentare per legge al Centro per l’Impiego una fotografia della propria pianta organica. Scadenza rispettata dalla Confezione Fiore srl al cui titolare cinese Luciano Citerni, il consulente del lavoro che segue la ditta, aveva spiegato che, poiché era stato sforato il numero dei 15 dipendenti, si creavano gli estremi per assumere una categoria protetta. «Il titolare non si è fatto nessun problema a prendere contatti con l’ufficio del Centro per l’Impiego per attingere dal collocamento mirato, trovando fra i candidati la signora cinese», spiega Luciano Citerni. Alla Provincia intanto interessa approfondire le applicazioni della legge 68 nella realtà pratese. «Abbiamo la necessità di capire, numeri alla mano, come la crisi abbia influito sul collocamento obbligatorio delle fasce più deboli – sottolinea la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi -. Per il 20 ottobre sarà organizzato un convegno sul tema. È positivo l’esempio dell’azienda cinese che ha assunto una lavoratrice disabile, a dimostrazione di come alcune imprese orientali stiano perseguendo un percorso d’integrazione secondo le nostre leggi».

Maria Lardara

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