La manifestazione
Anziano imprenditore picchiato dai rapinatori
Il titolare di una ritorcitura di via Rossini è stato atteso da due banditi che lo hanno costretto a entrare e gli hanno rotto tre costole a calci e pugni
PRATO. Salvatore Frau, nonostante le sue 78 primavere, arriva sempre molto presto in azienda, prima dei suoi dipendenti. E’ per questo che ieri mattina è stato lui e non altri a finire sotto i colpi di un paio di banditi senza scrupoli che gli hanno rotto tre costole per portargli via quello che aveva in ufficio.
Un’aggressione bestiale, spropositata, che deve far riflettere sullo stato della sicurezza in questa città e sulle soluzioni da prendere.
I fatti. Salvatore Frau, titolare della Ritorcitura Frau e figli, in via Rossini 74, alle 7 era già davanti all’azienda, una delle poche a conduzione italiana rimaste in via Rossini, che per il resto è punteggiata di confezioni cinesi. Pensava di essere solo, ma non era così. A pochi passi si sono palesate due figure, due uomini a volto scoperto che gli sono arrivati da dietro e, minacciandolo pesantemente, lo hanno costretto a entrare insieme a loro. Una volta dentro, al riparo da sguardi indiscreti, non si sono più limitati a minacciarlo, ma hanno alzato le mani, senza un vero motivo perché l’imprenditore non ha opposto resistenza. Lo hanno preso a calci e pugni, rompendogli tre costole, poi lo hanno legato con lo scotch marrone da pacchi e si sono messi a rovistare nell’ufficio, prelevando, secondo quanto poi riferito dai carabinieri, 2.000 euro in contanti, due telefoni cellulari e la catenina d’oro che l’uomo aveva al collo.
Una furia bestiale, come detto, che non ha una apparente spiegazione.
Quando l’imprenditore, usando un coltello che ha trovato in ufficio, è riuscito a liberarsi, è uscito in strada e ha chiesto aiuto a un passante, che ha chiamato i carabinieri. A quel punto i due aggressori erano già lontani.
Secondo la testimonianza dell’imprenditore, i due erano certamente stranieri, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, forse dell’Europa dell’est, e non li aveva mai visti prima.
«Forse l’hanno picchiato perché non sapevano dove si trovavano i soldi - commenta uno dei figli - Chissà che cosa pensavano di trovare, poi. Una cosa è certa: così non si può più andare avanti. I nostri politici non hanno il coraggio di prendere le misure che sarebbero necessarie per toglierci di mezzo questa gente. Parlano di integrazione e non fanno niente. Se mi dessero il potere metterei a posto l’Italia in una settimana».
Le indagini dei carabinieri non si presentano semplici. Bisognerà verificare se lungo via Rossini esistono telecamere, magari quelle di una delle tante confezioni cinesi, che hanno ripreso i volti dei due rapinatori. E poi sperare che i loro volti siano inseriti in una banca dati. In via Rossini non ricordano rapine di questo genere negli ultimi tempi.
«Spero solo che mio padre non sia stato seguito - aggiunge il figlio - e che la cosa sia finita qui»
Paolo Nencioni
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