Il dolore
Rischio terremoto Due giornate per saperne di più
In piazza S. Maria delle Carceri e a Vaiano l’iniziativa della Protezione civile per sensibilizzare i cittadini
PRATO. Protezione Civile non è solo risposta alle emergenze, è un modo di pensare che deve estendersi a tutti perché, come spiega Paolo Dia della Protezione Civile pratese, dobbiamo metterci in testa che lo Stato siamo noi, e ognuno deve fare la sua parte. Sono stati 3000 i terremoti negli ultimi 1000 anni, di cui 300 di tipo distruttivo: uno ogni 10 anni arriva ad essere catastrofico. Questi numeri funzionano meglio di ogni appello per invitare la cittadinanza a partecipare a “Terremoto, io non rischio”: le due giornate lanciate dalla Protezione Civile nazionale in più di 100 piazze italiane, fra cui quelle di Prato e Vaiano. Dalle 9 alle 18, in piazza S.Maria delle Carceri, si terranno incontri, sarà distribuito materiale informativo, la fondazione Prato Ricerche porterà una stazione sismica e un pannello con la tracce sismiche e, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, un esperto sarà a disposizione dei cittadini per soddisfare domande e curiosità. «Siamo un paese ad alto rischio sismico - dice Stefano Arrighini, assessore provinciale alla Protezione Civile - la cultura della prevenzione, deve essere recepita da tutti». A questo proposito, sono appena iniziati i lavori per una microzonazione sismica che copra tutta la Val di Bisenzio: «I terreni non reagiscono in modo uniforme ai terremoti, quelli soffici soffrono più di quelli rocciosi - spiega l'assessore alla Protezione Civile del Comune di Prato, Dante Mondanelli - Una mappatura simile da un'idea di come reagisce il territorio alle stimolazioni sismiche e da indicazioni sul tipo di terreno presente. Prato ce l'ha già e, fra l'altro, è stata declassata da zona sismica 3s A 3: le zone più a rischio corrispondono ad 1, quelle meno a rischio a 4». Nel programma dell'iniziativa c'è anche l'incontro con i ragazzi del Gramsci da parte di tecnici esperti e, come spiega il preside Antonio Buffoni, il lavoro sulla prevenzione continuerà anche dopo la fine dell'iniziativa: «Una scuola consapevole significa ragazzi consapevoli» dice l'assessore alla Pubblicaistruzione del Comune di Prato, Rita Pieri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
