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Ristrutturare il debito ha prodotto costi occulti

PRATO. La vicenda swap è iniziata nel 2002. All'epoca il Comune di Prato presenta un indebitamento di 177 milioni di euro. La seconda giunta Mattei decide così di autorizzare Dexia Crediop, in...

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PRATO. La vicenda swap è iniziata nel 2002. All'epoca il Comune di Prato presenta un indebitamento di 177 milioni di euro. La seconda giunta Mattei decide così di autorizzare Dexia Crediop, in qualità di advisor, a stipulare uno swap di durata decennale per ristrutturare circa la metà del proprio debito. Il Comune scambia con Dexia Crediop, in date e durata prestabilite, somme a credito e a debito determinate applicando ad un dato importo due diversi tipi di tassi d'interesse. A seconda dell'andamento del mercato, una parte versa all'altra la differenza fra i due pagamenti. Il Comune incassa subito 165mila euro, poi, alle successive prime due scadenze 294mila euro. Totale 459 mila euro. Un trionfo. Sembra davvero di aver scoperto l'uovo di Colombo. Ma ciò che il Comune ignora o non comprende, è quanto sta accadendo alle sue spalle dove si allunga ogni giorno di più l'ombra dei cosiddetti costi occulti. Secondo i due consulenti della Procura, al momento dell'estinzione, il derivato ha un valore negativo di oltre un milione di euro. Nè Dexia Crediop nè il Comune ne esplicitano l'esistenza e il costo viene caricato sui due swap successivi, stipulati nel 2003. Un meccanismo diabolico di cui il Comune resta prigioniero tanto da ripeterlo altre tre volte fino allo swap numero sei, stipulato dalla giunta Romagnoli nel 2006. La situazione è ormai fuori controllo. Il Comune impiega le somme ottenute dai differenziali positivi per la spesa corrente anziché accantonarle per far fronte ai periodi in cui avrebbe dovuto corrispondere somme a Dexia Crediop. Non riuscendo a rispettare i suoi impegni chiede e ottiene rinegoziazioni che differiscono i pagamenti nel tempo, ma allo stesso tempo fanno lievitare i costi occulti. I sei swap hanno un valore complessivo negativo di 6,7 milioni di euro e i costi occulti sfiorano i 5,2 milioni di euro. L'arrivo del sindaco Roberto Cenni cambia il corso degli eventi e porta fuori il Comune dal pericolosissimo e costosissimo vortice in cui e' finito. Vengono presto depositati due articolati esposti presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Prato, nonché presso la Procura della competente Corte dei Conti. Le indagini penali si concludono ipotizzando il reato di truffa aggravata ai danni del Comune. A breve il Gip deciderà se rinviare a giudizio l'istituto di credito e i funzionari che hanno curato i rapporti con il Comune per definire i contratti di swap. Il 19 aprile 2012 il Consiglio comunale ha annullato in via di autotutela tutti gli atti, a partire dal 2002, che hanno preceduto ed autorizzato la stipula dei vari contratti swap. L'unico modo per fermare un'emorragia che ogni anno costa alle casse comunali circa un milione e settecentomila euro e che prevede un costo di uscita di circa 11 milioni di euro. Delibera che e'stata impugnata da Dexia Crediop e su cui si esprimerà il Tar in data 21/11/2012.( e.b.)

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