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I bambini in prima fila al funerale della maestra

I bambini in prima fila al funerale della maestra

Commossa partecipazione della gente di Vaiano alla cerimonia funebre dell’insegnante morta a 56 anni che sognava di andare a Santiago di Compostela

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VAIANO. Una cerimonia pubblica, ma molto intima, fatta di tanti piccoli riferimenti alla vita privata; dalla passione per il cammino, all’amore coniugale e genitoriale fino al ruolo di maestra.

I funerali di Angela Bartoletti sono stati celebrati ieri nella Badia di Vaiano stracolma di persone, che hanno voluto portare il loro omaggio alla famiglia e all’ insegnante. Primi fra tutti i suoi allievi che hanno preceduto la bara, il tragitto dall’abitazione a casa è stato fatto a piedi, con in mano un fiore bianco, poi i ragazzi più grandi, quelli che ormai sono alle medie o alle superiori, la famiglia, gli amici con cui andava a camminare la domenica, i colleghi, i genitori e i nonni dei bambini della scuola elementare di Vaiano.

A celebrare le esequie don Carlo Bergamaschi che nell’omelia ha ricordato come «negli ultimi tempi Angela domandasse il perché di tutto questo, ma poi abbia accettato questo cammino, con una fede intelligente». La marcia, il cammino, il pellegrinaggio, tante metafore che si accostano alla vita di Angela che amava camminare e che avrebbe voluto andare in pellegrinaggio a Santiago di Compostela «Un cammino – ha ricordato il parroco – in cui si apprezzano la sobrietà, l’austerità, i piccoli gesti». Non a caso è stato scelto un passo del Vangelo in cui si portano ad esempio i passeri del cielo che non si preoccupano delle cose superflue, ma sanno apprezzare l’indispensabile, quello che gli è dato e gli basta per vivere. Tante parole e tante similitudini per ricordare «la maestra che ha insegnato con l’esempio e non solo con la didattica», un concetto espresso da un ex alunno in uno dei tanti bigliettini scritti a ricordo di Angela. Anche le colleghe hanno letto, alla fine della messa, un testo per ricordare Angela, mentre le insegnanti in pensione avevano preparato un loro ricordo, ma l’emozione e il dolore sono stati più forti della voce. All’uscita della chiesa un lungo applauso ha accolto la bara, in tanti hanno voluto portare un fiore, toccare il feretro, in segno di rispetto e di ammirazione. Sentimenti che si sono respirati per tutta la funzione religiosa; nonostante la chiesa fosse gremita, anche di bambini, è sempre regnato il silenzio rotto soltanto dalle preghiere e dai ringraziamenti, fatti in nome della famiglia da don Carlo verso «i medici, gli infermieri e tutti quelli che hanno portato il loro personale contributo d’affetto alla famiglia». Non solo ringraziamenti, ma anche un contributo concreto; le offerte raccolte sono state devolute alle opere parrocchiali, parallelamente anche stato chiesto di contribuire a sostenere la ricerca contro il cancro, quella terribile malattia che in pochi mesi ha ucciso Angela a soli cinquantasei anni. (al.ag.)

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