Lutto
Contratti swap La verità attraverso decine di email
Depositata la consulenza tecnica disposta dalla Procura nell’inchiesta sui rapporti Dexia Crediop-Comune
PRATO. Ci sono decine di email tra i funzionari di Dexia Crediop e il Comune di Prato che raccontano un'altra storia sui contratti Swap stipulati nel 2002 dalla seconda giunta Mattei. E' tutto nero su bianco nella consulenza tecnica d'ufficio (ctu) che la Procura di Prato ha commissionato a Gennaro Olivieri, professore ordinario di Matematica Finanziaria alla Luiss Guido Carli di Roma e al Leonardo Poggiali, dottore commercialista di Firenze. Email che testimoniano l'assoluta inadeguatezza dei dirigenti e dei politici di quel tempo, nel comprendere e nel gestire il pericoloso mondo dei contratti derivati. Dexia Crediop a cui il Comune ha dato il doppio e poco conciliabile ruolo di controparte contrattuale e di consulente, scrive o corregge delibere e determine al posto di chi sarebbe proposto a farlo. In buona sostanza il Comune non sa dove mettere le mani e chiede consiglio e supervisione a Dexia, in palese conflitto d'interesse. E' come se il pastore affidasse il proprio gregge ad un lupo mentre cerca il sentiero per tornare all'ovile sano e salvo. Dalla relazione dei due tecnici emerge che Dexia trae profitto dall'ingenuità del Comune suggerendo operazioni finanziarie che comportano un vantaggio per se stessa. Ad esempio le numerose commissioni implicite che riscuote ma che negli atti ufficiali dichiara di non percepire.
Da altre email scambiate tra i dipendenti di Dexia Crdiop in occasione delle varie ristrutturazioni degli Swap, "emerge la costruzione a priori di prodotti derivati in grado di assicurare alla banca buoni margini di guadagno non esplicitati alla controparte". Oltre al danno la beffa. I dipendenti di Dexia Crediop ridono alle spalle del Comune di Prato. Due email su tutte rendono l'idea. La dottoressa De Castelli, ragioniere capo del Comune che ha gestito la partita Swap perché considerata un operatore qualificato, in uno scambio di email tra funzionari bancari viene fatta a pezzi: "ma quale operatore qualificato, non sa nemmeno cos'è un tasso d'interesse". Parole pesantissime verso una dirigente del Comune che poi diventerà giudice della Corte dei Conti. Altra email denigratoria. Gli amministratori comunali continuano a chiedere dilazioni dei pagamenti e rinegoziazioni per rimandare a oltranza lo tzunami finanziario che sta per travolgerli. Un comportamento questo oggetto di divertiti commenti tra i funzionari dell'istituto di credito: «Se ho ben inteso la cedola con vecchia scadenza 29 giugno 2006 – scrive una dipendente di Dexia – andrebbe spostata al 30 giugno con beneficio rinegoziazione?». L'altro collega risponde affermativamente e allora la funzionaria aggiunge: "va be', ma che aiuto è?" E l'altro commenta: «macchè ne so, uno quando è disperato s'attacca a tutto». Ecco il quadro costato ai cittadini milioni di euro, disegnato impietosamente da Olivieri e Poggiali per il sostituto procuratore Ledda che ha da poco chiuso le indagini sul caso Swap. Sarà ora il Gip a decidere se rinviare a giudizio per truffa aggravata i vertici di Dexia Crediop. In caso affermativo, Mattei e i suoi potrebbero anche decidere di costituirsi parte civile per essere stati raggirati e truffati. Ma nessuno di loro può dormire sonni tranquilli perché per l'attuale giunta, che ha deciso di fermare l'emorragia finanziaria delle casse comunali attivando la procedura di salvaguardia, sono tutti colpevoli di incauto affidamento. L' ingenuità della seconda giunta Mattei e la presunta incompetenza dei suoi funzionari non giustificherebbero quindi, quanto accaduto. Per questo Cenni e la sua squadra sono intenzionati a far valere in tribunale la responsabilità civile e contabile degli amministratori dell'epoca.
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