Il Tirreno

Prato

il processo

Condannato per una testata

In una gara di calcetto un giocatore riportò la frattura del naso

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PRATO. Una testata durante una partita di calcetto che provoca la frattura del setto nasale ad un avversario, finisce in tribunale e un giovane e promettente architetto si ritrova con una condanna sulle spalle a nove mesi di reclusione (pena sospesa e subordinata ad una prestazione di pubblica utilità presso la Misericordia).

«La testata è stata accidentale, durante un contrasto di gioco». Ha sostenuto l’avvocato Fulvia Boni, nelle conclusioni difensive per il suo cliente, Francesco Mazzei. «Un giovane che non ha mai avuto problemi e che in quella partita, che la sua squadra già stava perdendo per 7-0 non aveva assolutamente motivo di prendersela con Fabio Gheri». Una linea difensiva che è servita per far scendere la decisione del giudice Signorini che, sull’altro versante aveva la richiesta del pubblico ministero, Giuseppe Ledda che ha chiesto un anno e dieci mesi di reclusione sostenendo la volontarietà della testata avvenuta a gioco ormai fermo per un calcio di punizione assegnato dal direttore di gara. Conclusione alla quale si è rifatto anche l’avvocato di parte civile, Federico Landi che ha richiesto una provvisionale immediatamente esecutiva che il giudice ha stabilito in duemila euro.

Si è così chiusa in un’aula di tribunale, dopo quattro anni, quel brutto episodio vissuto sul campo di calcetto di Tavola fra la squadra della Pasticceria La Repubblica, in cui militava Fabio Gheri e la squadra del Chiara c/5 di Francesco Mazzei, impegnate nel campionato Opes che sarà poi vinto proprio dalla Pasticceria La Repubblica.

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