Finanza
Confermato l’energy manager
L’ingegner Bardazzi spiega come il Comune risparmia su luce e caldaie
PRATO. L’Energy manager ci costa 25.000 euro ma ce ne fa risparmiare molti di più. Di questo sono convinti, numeri alla mano, l’assessore Filippo Bernocchi e lo stesso energy manager, l’ingegnere Vittorio Bardazzi che è stato in questi giorni confermato nell’incarico.
Bardazzi, che prima lavorava per la Provincia, è stato fortemente voluto dallo stesso Bernocchi, impegnato ormai da più di due anni nella sua battaglia per portare il mercato in un settore, le forniture energetiche agli enti locali (ma non solo) che prima era più legato a logiche di appartenenza politica. E Bardazzi sembra aver ripagato la fiducia dell’assessore. «Abbiamo risparmiato milioni di euro - giura Bernocchi - Non solo col piano energetico, ma soprattutto togliendo gli affidamenti diretti a Consiag ed Estra. Bettazzi è stato scelto perché era energy manager in Provincia, si pensava che questo potesse favorire la collaborazione dei due enti, anche se non è andata proprio così. Quanto alle economie, solo con le caldaie abbiamo risparmiato oltre 700mila euro, rispetto al milione che veniva speso prima. Andrebbe sottolineato che la figura dell’energy manager per razionalizzare le spese nel settore era prevista dalla legge 10 del 1991, ma fino a quando non siamo arrivati noi del centrodestra in Comune nessuno se n’era preoccupato».
«Abbiamo fatto il bilancio energetico - spiega Bardazzi - Questo significa che abbiamo controllato, per esempio, il consumo in ciascun edificio del Comune per trovare eventuali anomalie». Anomalie che in qualche caso sono state trovate. «Nelle scuole più vecchie - dice l’ingegnere - quelle costruite senza certi criteri che garantiscono un certo risparmio. Inoltre abbiamo lavorato molto sui bandi, per l’illuminazione, per la conduzione delle centali termiche. La filosofia generale è che il gestore privato è tenuto anche alla riqualificazione energetica, in modo che poi il Comune alla fine si trova un edificio migliore, che costa meno in termini di energia». Tra il dire e il fare, però, ogni tanto ci si mettono i ricorsi, come quello presentato dalla francese Citelum contro l’aggiudicazione dell’illuminazione ai bolognesi di Smile spa. Il Tar si pronuncerà nei prossimi mesi, e intanto l’aggiudicazione del servizio, che farebbe risparmiare il Comune, è ancora bloccata.
Complessivamente il Comune conta di risparmiare il 30% sull’illuminazione e una percentuale simile sulle caldaie a lungo termine. (p.n.)
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