Il dolore
«Ora Renzi si riconosca nei principi»
Cinque i delegati pratesi all’assemblea Pd. Giacomelli: «Regole mai cambiate». Lulli: «Servono per garantire serietà»
PRATO. Cinque delegati pratesi con diritto di voto: Andrea Lulli, Stefano Ciatti, Cristina Sanzò, Beatrice Magnolfi e Gabriele Alberti. Tanti altri tra gli spettatori, ieri l’assemblea nazionale del Partito democratico che ha aperto le porte alla partecipazione alle primarie per la scelta del candidato premier a Matteo Renzi (assente) e ha indicato le regole della competizione. Unanime il consenso, unanime il voto.
«Direi che meglio di così non poteva andare - è il commento di Lulli - Il vero dato politico è la coesione ritrovata attorno alla proposta del segretario che indiscutibilmente ha ottenuto un successo politico. E’ arrivato il momento - prosegue - di parlare di Italia e di italiani perché c'è tanto da fare per definire un programma di governo partecipato. E’ chiaro che per il Pd la parentesi del governo tecnico finisce con le politiche: le elezioni devono portare a maggioranza e a un governo politici che dovranno fare due cose: moralizzare il Paese partendo dalla politica e dalle istituzioni pubbliche e far ripartire il lavoro, con un necessario cambio di passo dell’Europa, cercando di difendere la parte più debole della società». Sulle primarie e le nuove regole (preregistrazione da 21 giorni prima e fino al giorno del voto, ballottaggio, necessità della preregistrazione per partecipare al secondo turno, regola contestata dai “renziani” che chiedono sia rivalutata nella discussione delegata al tavolo della coalizione) Lulli ha le idee chiare: «Servono per garantire trasparenza e serietà, perché se uno pensa di vincere le primarie del centrosinistra con i voti della destra vuole dir che c’è qualcosa che non torna. Le incursioni sono inaccettabili. Se poi un elettore cambia opinione e schieramento bene, non avrà difficoltà a impegnarsi a sostenere il centrosinistra».
«Dico solo questo: che il testo votato in assemblea è lo stesso proposto una settimana fa. Non è cambiata nemmeno la punteggiatura». Antonello Giacomelli è tra gli aventi diritto a partecipare all’assemblea in quanto parlamentare. «In questi giorni - continua - abbiamo assistito a uno psicodramma su presente apertura e chiusure di trattative ma con un testo che è rimasto sempre identico a sè stesso. Significa che quello discusso e votato dalla commissione statuto, era un buon impianto». «Penso - aggiunge - che sia stata una buona assemblea e penso che si abbia avuto ragione a volere le primarie perché consentono al Pd di arrivare a contatto con l’opinione pubblica. Proposte e regole quelle erano e quelle sono rimaste, né slabbrate né liberticide. Ma credo anche che Renzi avrebbe fatto bene a partecipare e che ora lui e chi gli sta intorno, dovrebbero riconoscersi nelle scelte fatte e nelle regole, per il bene di tutti».
Tra gli osservatori anche Alessio Beltrame, assessore in Provincia. « Mi è sembrata - commenta - un'assemblea coesa che ha votato all'unanimità le proposte del segretario che ha fatto un intervento bello a carico di contenuti». «A questo punto, con la campagna elettorale già partita - conclude - spero in un confronto vivace anche a Prato su temi che riguardano l'Italia perché non si tratta solo di uno gara tra persone, ma di confrontarsi sul futuro».
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