Sicurezza
Musica, viaggi e amici battono anche Facebook
Presentato il risultato dei questionari sottoposti a un campione di 1880 studenti La ricerca è stata commissionata dalla Fondazione Opera Santa Rita
PRATO. Chi sono, quali bisogni hanno, che cosa sognano per il loro futuro i nostri figli? Alcune risposte interessanti si possono trarre dalla ricerca commissionata dalla Fondazione Opera Santa Rita all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e al Cread (il centro di relazione educativa adulto-adolescente), condotta su 1880 studenti delle scuole medie e superiori di Prato (tra i 12 e i 16 anni). La ricerca è stata presentata mattina al Forum center di via Barsanti nel corso di un seminario organizzato per festeggiare i 40 anni dalla apertura della prima casa famiglia del Santa Rita. Ha portato i suoi saluti il vescovo Gastone Simoni.
«I risultati di questi ricerca - ha spiegato il presidente dell’Opera Santa Rita, Roberto Macrì - ci permettono di operare con un utile supporto scientifico e di agire non solo sul disagio sociale ma anche in una logica di prevenzione. Tra le riflessioni che suscitano questi dati il principale riguarda le contraddizioni che emergono. Da un lato i ragazzi mettono ai primi posti, fra le persone a cui chiedere aiuto di fronte ad un problema, i genitori, i fratelli o altri familiari, dall’altra non ritengono però che avere o formarsi una famiglia sia fra i valori principali. Altra contraddizione, forse apparente, è quella che li vide indicare tra le attività preferite nel tempo libero sia internet che le uscite con gli amici. E questo sta ad indicare che, contrariamente a quanto si creda, non è così vero che le nuove tecnologie vengano vissute come alternative allo stare con gli amici». Restando al tempo libero i ragazzi mettono ai primi posti, prima di Facebook e degli amici, la musica e i viaggi. Anche le attività degli scout e lo sport. Tornando ai valori, al primo posto assoluto i ragazzi indicano l’educazione e rispetto verso gli altri, seguito dall’amicizia, dall’onestà e sincerità verso gli altri e dall’amare ed essere amato. Al contrario non vengono sentiti come valori da inserire ai primi posti l’obbedienza, l’avere un lavoro ben pagato, la generosità verso gli altri, avere un lavoro che piace, andare bene a scuola.
«E’ significato a mio giudizio - prosegue Macrì - anche il ruolo che viene attribuito agli adulti che non siano genitori, parenti o insegnanti. Ovvero gli educatori degli oratori e delle parrocchie. Sono infatti inseriti ai primi posti, e questo significa che se ai nostri ragazzi vengono offerti luoghi positivi da frequentare, rispetto ai non luoghi (centri commerciali ad esempio) ecco che possono avere incontri proficui per la loro formazione». (g.c.)
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