Sicurezza
La Cina vaianese cambierà volto
La nuova variante prevede solo ristrutturazione degli edifici artigianali. Protestano i proprietari degli stanzoncini
VAIANO. Cambia il volto della zona “La Cina”, non più residenziale e commerciale ma, soltanto ristrutturazione dei piccoli stanzoncini, con l'obbligo di presentare un progetto unendo almeno due edifici,se la metratura è troppo piccola. La variante, approvata nello scorso consiglio comunale, prevede di dividere in due parti la zona caratterizzata da stanzoncini artigianali di nessun pregio costruiti negli anni ’50 con le tecniche costruttive, i materiali e le normative tipiche dell’epoca.
«Via Rossa- spiega un abitante - da Cina diventerà Chinatown: si consentirà di abitare, con interventi singoli diretti di ristrutturazione interna, dentro gli stanzoncini che all’esterno rimarranno come sono adesso, salvo magari la tinteggiatura o modeste traslazioni e sagomatura delle aperture nellle facciate». Critiche anche per quanto rigaurda l'altra parte.
«Questa zona - spiega il proprietario di un altro stanzoncino- non subirà mai alcuna trasformazione sia perché economicamente non conveniente procedere per accorpamenti fra proprietà diverse, sia per l’obbligo di realizzare le opere di urbanizzazione (nuova viabilità, spazi ed aree di sosta e parcheggiondr) da cedere gratuitamente al Comune e che serviranno poi anche per i nuovi abitanti di via Rossa».
Il sindaco Marchi, invece, difende la variante proprio su questo punto. «Per trent'anni i proprietari non sono riusciti a trovare un accordo, sono rimasti fermi, con questa variante sicuramente qualcuno inizierà i lavori. Capisco che chi ha piccole proprietà sia scontento, in quanto preferiva l'indipendenza, ma è bene iniziare a lavorare in un'ottica di sinergia, anche fra i cittadini».
Le osservazioni arrivate all' ufficio urbanistico, infatti, sono state presentate esclusivamente da singoli. Tra gli abitanti serpeggia anche qualche dubbio.
«Abbiamo l'impressione che l’amministrazione comunale abbia voluto varare una specie di condono per sanare una situazione anomala che si è creata all’inizio del 2010 e per la quale la stessa amministrazione era intervenuta bloccando i lavori che, ora invece, potranno ripartire».
La variante prevede, secondo quanto proposto dall'amministrazione , una riqualificazione dell’area e la valorizzazione della sponda del Bisenzio attraverso il recupero e la riconversione residenziale dell'area produttiva, la risistemazione della viabilità interna, la realizzazione di spazi pubblici e la formazione di un lungofiume urbano. Tutta questa trasformazione sarà graduale e deve mantenere le caratteristiche del luogo. Sono previste anche attività commerciali (bar, ristoranti), direzionali (uffici, studi professionali), mentre, se dovessse cessare l'attiività del Mulino Bardazzi, la zona sarà ristrutturata con attrezzature pubbliche.
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