Sicurezza
«Tra i miei colleghi c’è rabbia Il Paese non fa niente per noi»
PRATO. Un po’ gli ordini che non arrivano, un po’ i costi che sono sempre altissimi e un po’ la sensazione di essere rimasti soli a combattere per salvare le proprie aziende a Prato tra gli...
PRATO. Un po’ gli ordini che non arrivano, un po’ i costi che sono sempre altissimi e un po’ la sensazione di essere rimasti soli a combattere per salvare le proprie aziende a Prato tra gli imprenditori c’è molta amarezza. Lo sa bene il presidente dell’Unione industriale pratese Andrea Cavicchi.
Prima Vincenzo Cangioli, ora Luigi Banci. La sensazione è che tra i nostri imprenditori ci sia molta rabbia e disillusione?
«Sono molto arrabbiati. La politica italiana non sta dando alcuna risposta. Io sono stato eletto il 28 maggio e si era parlato con Alfano e Bersani di un patto per Prato. Non se ne è risaputo nulla. La sensazione è che sia stata una passerella. E’ vero che siamo un’anomalia dal momento che c’è un governo tecnico e quindi nessuno ha un ministro del proprio partito a cui dare degli input ma è anche vero in una situazione così grave avere rappresentanti politici che alle parole non danno seguito fa male».
Parla per tutti.
Sì è una situazione generalizzata ma la cosa che più fa arrabbiare è che i segni sono addirittura di natura opposta. Rossi verrà a Prato a parlarci al Forum della Pmi ma anche lui ci ha aumentato le tasse. Ha alzato l’Irap, la tassa più iniqua e vergognosa».
Al forum torneranno anche i politici. Ci sarà di nuovo Alfano del Pdl, ci sarà Casini dell’Udc e Fassina del Pd. Cosa chiederete?
«Serve tornare alla competitività. Si deve trovare il modo di diminuire i costi dell’energia, la tassazione sulle buste paga e la fiscalità a cui sono soggette le imprese. Sono concorde con quando sostiene Squinzi: no a incentivi mirati alle imprese e sì a riduzioni della fiscalità per aumentare la competitività territoriale».
Cosa si aspetta questa volta?
«E’ positivo il fatto che il forum servirà ad affrontare argomenti molto specifici e contingenti. E soprattutto lo facciamo in un momento storico particolare: sta cominciando una campagna elettorale nazionale e quindi vorremmo inserirci in questo momento per incidere con le nostre proposte e esigenze.Serve inoltre sollecitare una standing review non solo di facciata. E poi diciamolo, l’Italia è indietro anche rispetto alla politica europea che ha già capito quale sia l’importanza del manifatturiero per l’economia in generale.
Ma gli imprenditori pratesi hanno fatto tutto quello che potevano fare?
«Se molte aziende ci sono ancora è perché sono state efficientate e patrimonializzate con soldi personali degli imprenditori. Adesso però la situazione è colma. Se non cambia qualcosa lo stress arriverà ad essere troppo alto». (i.r.)
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