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Prato

La Carinzia chiama Prato offerte agli imprenditori

di Ilenia Reali
La Carinzia chiama Prato offerte agli imprenditori

Alle aziende che si trasferiscono lì offre capannoni e niente tasse per cinque anni Banci di Pontetorto: «Stendono tappeti rossi. Noi andremo a informarci meglio»

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PRATO. La regione austriaca della Carinzia ha cominciato a strizzare l’occhio anche agli imprenditori pratesi. I rappresentanti istituzionali hanno infatti avviato contatti per convincere le aziende, da quel che si sa per ora solo tessili, ad aprire da loro. In cambio, di fatto, stendono tappeti rossi.

Tra coloro che sono stati contattati c’è la Pontetorto di Montemurlo.

«Per ora abbiamo avuto contatti attraverso il nostro rappresentante della zona - conferma Luigi Banci - ma presto dovremo avere una proposta diretta. Stiamo organizzando un incontro».

Dalla Pontetorto non negano di aver scartato l’opportunità offerta dalla Carinzia. «Verrebbe - sottolinea Banci - da dire di sì al primo contatto. Ti rendi subito conto che c’è una disponibilità estrema per portare le aziende nel loro territorio. Poi rifletti e cerchi di verificare un po’ meglio le cose ma sul fatto che in Italia non ci fanno lavorare e lì ci spalancano le porte non ci sono dubbi».

L’offerta non si limita solo al venite da noi e poi ne parliamo ma è comprensiva di cosa in Carinzia la politica e gli amministratori sono disposti a fare per attirare le aziende. «Ci hanno offerto - racconta Banci - di non pagare le tasse per cinque anni, delle riduzioni sui costi energetici già assai più bassi rispetto ai nostri, capannoni già pronti o se non confacenti alle nostre esigenze la possibilità di costruirli con tutti i permessi rilasciati in 60 giorni e ogni tipo di agevolazione burocratica».

Il motivo è di facile intuizione. «In cambio noi dobbiamo assumere gli abitanti della zona che tra l’altro è anche qualificato. Loro ragionano così: un’azienda che apre da noi porta ricchezza e occupazione e quindi noi la agevoliamo. Va anche detto che noi con quei paesi già ci lavoriamo moltissimo: abbiamo rapporti consolidati con Austria e Germania e quindi anche dal punto logistico sarebbe un’ottima posizione».

Ma la tentazione è così davvero forte? «La tentazione in un momento come questo dove in Italia siamo massacrati è fortissima. Certo poi non ci sono solo cose positive: dovresti spostarsi con tutte le problematiche del caso. Approfondiremo però quello che ci viene offerto. Non nascondo che sono arrabbiatissimo, stanco e che l’incontro in programma dieci anni fa non l’avrei organizzato per nessun motivo al mondo. Il nostro Paese oggi è bruttissimo e non ne possiamo davvero più».

Banci, solitamente molto riservato e controllato, dà l’impressione di essere davvero arrabbiato per la situazione che da imprenditore è costretto a sostenere. «Appena ho avuto l’offerta ho preso il materiale facendo una piccola relazione e l’ho portata al nostro sindaco, a Lorenzini. Guarda cosa ci offrono, gli ho detto...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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