Il dolore
Declassata, parte la mobilitazione contro il raddoppio
Il presidente del comitato: «Disinvolta la decisione di iniziare l’intervento». Carlesi e Biffoni: «Battaglia a tutto campo»
PRATO. Comitato del Soccorso sul piede di guerra. Gruppo consiliare Pd determinato a dare battaglia «sia sul fronte procedurale - dicono il capogruppo Massimo Carlesi e il consigliere Matteo Biffoni - sia su quello sostanziale». A cittadini e Pd non è piaciuta l’iniziativa del Comune di procedere con un bando di gara per la messa in sicurezza la rampa d’imbocco tra via Nenni e via del Purgatorio e quella tra via Marx e via Roma lungo via dell’Autostrada. Il sospetto che ormai è quasi una certezza è che i lavori siano il sostanziale via libera al raddoppio su viadotto.
«Queste rampe - scrive Filippo Bonanni, portavoce del comitato - sono in realtà il raddoppio del rilevato sul lato nord per il tratto che rimarrà a terrapieno e seguiranno anche quelle sul lato sud. Terminano - prosegue - esattamente in corrispondenza dei sottopassi di via Roma e via del Purgatorio perché in quel tratto sarà realizzato il viadotto vero e proprio, 400 metri su 36 piloni disposti in 9 file da 4 ciascuno».Per capire qualcosa di più il comitato del Soccorso ha scritto al progettista e responsabile dei lavori Lorenzo Frasconi, «perchè l’opera- spiegaBonanni - in quanto inserita nel quadro delle opere strategiche nazionali, non può essere iniziata se prima non ottiene il via libera dalla Regione e dai ministeri dell'Ambiente e delle Infrastrutture». Poco rassicurante la risposta del tecnico: «Il tutto viene fatto in esecuzione delle delibere di consiglio comunale e delibera di giunta che costituiscono il fondamento ormai definito dell'attività dell' ufficio. Entro pochi giorni porteremo all'attenzione della giunta la delibera di approvazione del progetto definitivo e le modalità di cantierizzazione e di esecuzione dei lavori». «La disinvoltura con cui il dirigente ha deciso di operare e il mancato controllo da parte dell'amministrazione comunale affinché vengano rispettate le regole ci preoccupa molto - conclude Bonanni -E probabilmente è una questione che dovrebbero analizzare l'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, se non anche altre autorità laddove tale disprezzo delle regole fosse penalmente rilevante».
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