Il dolore
Via Ciulli, per la prima volta c’è una delegazione cinese
Don Santino: «In questa vicenda non c’è niente di civile. Se il sottopasso fosse stato di un privato sarebbe già in galera»
È stata una fiaccolata in tono minore rispetto all’anno passato quella appena terminata in via Ciulli. Questa volta però a ricordare le tre donne morte imprigionate nella loro auto dentro il sottopasso completamente allagato c’era anche una delegazione di cittadini cinesi accompagnati dal connazionale, don Francesco. Sono stati loro a deporre per primi i fiori alla cancellata che blocca l’accesso al sottopasso. Poi tutti gli altri, uno dopo l’altro.
«Finché questo sottopasso rimarrà chiuso - ha commentato don Santino, parroco di Maliseti ci ricorderà che questo è un luogo di morte. Se fosse appartenuto a me o a un privato saremmo già in galera: visto che è un luogo pubblico assistiamo a questo rimbalzo di responsabilità. In questa vicenda non c’è niente di civile». Oliviero Giorgi, presidente di Narnali Insieme, ha annunciato che avvierà una raccolta di firme per consegnare l’opera stradale alla prefettura «a questo punto un’unica istituzione che riconosciamo».
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