Gioco
Al Mulinaccio scoperto in cantina un bassorilievo
VAIANO. I lavori di restauro alle cantine della Villa al Mulinaccio hanno riportato alla luce un bassorilievo tardo quattrocentesco. «L’opera , pur frammentaria - spiega Adriano Regoli coordinatore...
VAIANO. I lavori di restauro alle cantine della Villa al Mulinaccio hanno riportato alla luce un bassorilievo tardo quattrocentesco. «L’opera , pur frammentaria - spiega Adriano Regoli coordinatore del museo della Badia di Vaiano- è una preziosa testimonianza storica. Si tratta dell’impresa distintiva della famiglia che completava lo stemma gentilizio, costituito da una semplice banda trasversale azzurra bordata d’oro su fondo d’argento». La lastra in pietra arenaria riproduce uno scudo con lo stemma della famiglia Sassetti, a cui fanno da cornice due fionde con il sasso da scagliare che alludono al nome della famiglia . Il ritrovamento è stato valorizzato ulteriormente attraverso la creazione di un’opera in ferro dello scultore Mario Artioli Tavani intitolata “Memoria di pietra”. I cordoni della fionda Sassetti, interrotti nel bassorilievo frammentario, sono completati dai cordoni in ferro dell’opera artistica di oggi, per poi unirsi sopra lo stemma in due ganci che assomigliano a due orecchie umane. «Un particolare – spiega Regoli - che indica la tradizione storica che di generazione in generazione, di padre in figlio è passata attraverso i secoli della storia ed è arrivata fino a noi». Due piccole mani reggono lo stemma antico e lo presentano al visitatore in una unione inscindibile fra antico e moderno, fra storia e contemporaneità. Il bassorilievo si trova all’ interno della Villa del Mulinaccio in quanto dimora del navigatore e scrittore Filippo Sassetti, morto in India a Goa nel 1588, ma soprattutto filologo specializzato nelle questioni della lingua. Sassetti, infatti, fu il primo a notare le somiglianze fra alcune parole del Sanscrito, l’antica lingua indiana, da cui sono derivate quasi tutte le lingue europee attuali.
Alessandra Agrati
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