Finanza
Operai ancora senza stipendio
Nel cantiere del nuovo ospedale proseguono i disagi dei lavoratori della Save Group
PRATO. Tira una brutta aria nel cantiere del nuovo ospedale; soltanto una parte degli operai, ieri, ha riscosso lo stipendio di agosto, ma la maggior parte attende ancora di ricevere il bonifico. Per questo dalle 8 alle 9,30 una cinquantina di operai ha incrociato le braccia, in segno di protesta contro i continui ritardi nei pagamenti da parte di Save Group, l’azienda che lavora in subappalto di Cosat. Il malcontento riguarda anche la scelta di pagare soltanto alcune figure professionali, quelle più strategiche. «Sono convinto – spiega un operaio – che è stato pianificato a tavolino, l’obiettivo, per altro raggiunto, è quello di dividerci e di fare in modo che fossimo in pochi a scioperare così da non perdere tempo, visto che si avvicina a grandi passi la data per la consegna dei lavori». Preoccupati anche i sindacati che chiedono il rispetto delle regole pattuite. «Abbiamo dimostrato la nostra buona volontà – spiega Manuela Marigolli della Cgil – quindi ci aspettiamo correttezza, altrimenti saremo costretti ad appellarci all’Asl». Oltre ai pagamenti a singhiozzo per i dipendenti ci sono problemi anche per i trattamenti di fine rapporto. «I lavoratori cui a primavera non è stato rinnovato il contratto- spiega Mirko Zacchei della Cisl – non hanno ancora ricevuto il bonifico, tanto che alcuni hanno intrapreso la via legale». I contratti, generalmente hanno scadenza semestrale, e non sempre vengono rinnovati. «Chi si è esposto in prima persona – spiega un dipendente – ha dovuto pagare sulla sua pelle questa scelta. Non è più possibile andare avanti così». Effettivamente sono in pochissimi a voler parlare, l’impressione è quasi di paura di ritorsioni. Del resto è molto facile sostituire il personale, in molti hanno bisogno di lavorare e sono disposti ad aspettare mesi pur di ricevere lo stipendio, con la giusta certezza che comunque arriverà; se non paga Save Group ne risponde Cosat, per ora i pagamenti sono sempre arrivati dall’ azienda emiliana. «Visto che ci sono delle regole – spiega Zacchei – bisogna che l’azienda si organizzi per rispettarle». Ai sindacati Save aveva assicurato che entro il 25 i bonifici sarebbero partiti, poi ha incolpato del ritardo alle banche che non hanno potuto smaltire tutti i pagamenti in un solo giorno. «Se anche l’azienda mi riconferma il contratto – spiega un operaio – sono io a non volerlo sottoscrivere, meglio prendere la disoccupazione che è certa piuttosto che sotto stare a questo tira e molla». Problemi anche sul materiale da utilizzare; qualcuno si è portato gli attrezzi da casa perché in cantiere non ci sono. In attesa che tutti gli stipendi siano pagati, gli operai guardano con apprensione al prossimo mese; siamo agli inizi di ottobre e fra poco dovrebbe essere pagato anche il mese di settembre.
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