Sicurezza
«Costretto a chiudere per colpa della Dogana»
La denuncia di Ciro Ascione, commerciante di stracci a Montemurlo: da maggio è finito nella “black list” dell’Agenzia ma nessuno gli vuole spiegare il motivo
PRATO. Ci sono tanti modi in cui una società rischia di dover chiudere i battenti, ma quello che sta sperimentando sulla sua pelle Ciro Ascione, 28 anni, titolare della Eurotrading International con sede a Montemurlo in via della Robbia, è tra i più singolari. Ascione, e i suoi avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, sostengono che l’imminente chiusura è provocata dagli asfissianti controlli della Dogana. Controlli di cui nessuno ufficialmente vuole dire il motivo.
La Eurotrading commercia straccia, quasi sempre verso la Tunisia, e da circa cinque mesi, spiega Ascione nello studio dei suoi legali, ogni carico viene fermato alla Dogana di Prato o a quella di Livorno e controllato, certe volte per intero certe volte per la metà (senza mai trovare irregolarità fatta eccezione per una sciocchezza). Questo significa che i container vengono rispediti a Montemurlo, dove bisogna attendere la disponibilità dei verificatori, che devono anche essere pagati 28 euro all’ora; bisogna noleggiare una gru e poi riportare il carico in Dogana. Morale della favola, ogni controllo costa all’azienda mille euro, a fronte dei 500/600 euro di guadagno. E’ inutile dire che in queste condizioni qualsiasi ditta è destinata a chiudere.
Ma perché la Dogana si sta accanendo sull’azienda di Montemurlo? Gli avvocati hanno interpellato l’Agenzia delle dogane e si sono sentiti rispondere che l’Eurotrading è finita sulla black list delle società da controllare sempre e comunque. E’ stato deciso a Roma, alla sede centrale, su input non si sa di chi. Il fondato sospetto è che ci sia qualche Procura che sta indagando sulla società (è accaduta la stessa cosa anche per la Tesmapri, ma solo per un mese e mezzo), ma nessuno lo dice ufficialmente. Il problema è che nel frattempo Ciro Ascione è stato costretto a licenziare il cognato e presto dovrà fare lo stesso con gli altri tre dipendenti.
Per dovere di cronaca, va detto che Ciro Ascione è figlio di quel Vincenzo Ascione arrestato anni fa insieme ad altre due persone con l’accusa di aver ordinato l’omicidio di Ciro Cozzolino a Montemurlo. Condannato all’ergastolo, è poi stato assolto. Successivamente un pentito ha chiamato in causa altre persone e nel corso di una conferenza stampa della polizia a Firenze fu fatto esplicitamente capire che i primi tre arrestati potevano essere coinvolti, ma che nessuno può essere processato due volte per lo stesso reato.
C’entra qualcosa l’accanimento contro l’Eurotrading col passato di Vincenzo Ascione, tuttora in Tunisia. «Il titolare della ditta sono io - si limita a dire Ciro Ascione - e mio padre non figura nelle quote sociali».
Paolo Nencioni
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