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Prato, il futuro è insieme a Pistoia

Prato, il futuro è insieme a Pistoia

Riordino delle Province: il Pd non trova l’accordo ma le due proposte prevedono entrambe la deroga ai limiti di territorio

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PRATO. Prato insieme a Pistoia, Pistoia insieme a Prato. Comunque la si rigiri, è questa la sorte che ci attende al termine del riordino delle Province. Con Prato capoluogo, ma col rischio di perdere alcuni importanti uffici periferici.

Non è bastata un’assemblea-fiume del Comitato per le autonomie locali, che si è riunito ieri a Firenze nell’aula del consiglio regionale, per partorire un documento unico da trasmettere alla Regione. Sono rimaste in piedi due proposte, quella dell’Unione province italiane e quella di Marco Filippeschi, sindaco di Pisa. La prima, quella dell’Upi, prevede l’accorpamento di Pisa con Livorno, Massa con Lucca, Arezzo da sola, Siena con Grosseto e Prato con Pistoia (in questo caso serve una deroga perché il territorio è troppo piccolo). Quella di Filippeschi si differenzia dalla prima perché vorrebbe mettere insieme Livorno, Pisa, Lucca e Massa, una maxi-provincia da un milione e 300mila abitanti da Piombino fino alla Lunigiana. La proposta convince pochi, ma il sindaco di Pisa non ha voluto fare passi indietro e così dall’assemblea sono usciti due documenti, che verranno trasmessi alla Regione e, dopo le osservazioni, trasmesse entro il 24 aprile al governo, che dirà l’ultima parola sul riordino con un decreto legge o un disegno di legge.

«La partita vera adesso è capire quali competenze avranno le nuove province - commenta il presidente della Provincia, Lamberto Gestri - e quale ruolo si vuole lasciare ai territori». Il rischio, come detto, è la perdita degli uffici periferici, a cominciare dalla Prefettura per proseguire con la Questura, il Comando provinciale dei carabinieri e altro. «Non è pensabile che tutto rimanga a Prato - osserva Gestri - ma forse rimarranno due Questure, è ancora presto per dirlo». Alla riunione del Cal c’era anche Maurizio Bettazzi, presidente del consiglio comunale, ma non c’era il sindaco.

«Come era prevedibile - chiosa il deputato Pdl Riccardo Mazzoni - le divisioni del Pd hanno impedito al Cal toscano di arrivare a una proposta unitaria, ma entrambe le proposte prevedono la richiesta al governo di una deroga per la costituzione della provincia di Prato-Pistoia, con Prato ovviamente capoluogo. E’ un’indicazione univoca a cui ora il consiglio regionale dovrà necessariamente attenersi». ALTRO SERVIZIO A PAGINA 2

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