La manifestazione
Ciclabile, percorso da rivedere
Il vicesindaco Borchi ha incontrato un gruppo di cittadini
È la pista ciclabile della discordia, quella che residenti e commercianti di San Paolo contestano da mesi perché corre davanti ai loro negozi, lungo i passi carrabili e i marciapiedi antistanti le loro abitazioni. Per rendere l’idea di come quel percorso si dipanerà, muniti di slide e cartine alla mano, nel tentativo di "illuminare" meglio chi sta in Palazzo comunale, ieri mattina alcuni cittadini di San Paolo sono intervenuti durante i lavori della commissione consiliare 3 presieduta da Federico Tosoni dove erano stati invitati.
Sono cittadini firmatari della petizione trasmessa a fine agosto al vicesindaco Goffredo Borchi e, per conoscenza, al presidente della Circoscrizione Ovest Giovanni Mosca. Tra loro, c'erano residenti e commercianti di via dell’Alberaccio. Così, mentre fuori le ruspe non si arrestano dal luglio scorso e il tratto di costruzione della pista ciclabile si è rimasto a via Clementi (il progetto originario di passaggio ciclopedonale, quello approvato in sede di Giunta e Circoscrizione, prevede il collegamento in due ruote tra Borgonuovo e il centro storico), nelle stanze di Palazzo comunale diplomaticamente si tentava di insinuare il ripensamento. Che non c’è stato per il vicesindaco Goffredo Borchi, con delega all’ambiente, contrario alla sospensione in toto dei lavori ma favorevole semmai ad apportare dei correttivi lungo il tracciato.
«Abbiamo voluto ascoltare i cittadini, prendendo atto delle loro richieste: per trasparenza e chiarezza a loro sono stati spiegati tutti i passaggi istituzionali del progetto in Giunta e Circoscrizione. Alcuni punti del tracciato - osserva Borchi - possono essere comunque rivisti, laddove ancora i lavori non sono iniziati, come all’altezza di via dell’Alberaccio». Non basta però per placare la protesta dei residenti e commercianti che ieri mattina si sono presentati in commissione (erano una decina).
«Con le nostre circa trecento firme raccolte in poche settimane ci hanno dovuto ascoltare per forza - racconta Maurizio Artusi, uno dei firmatari della petizione -. Con le slide abbiamo voluto indicare ai commissari e al vicesindaco i punti più a rischio della nuova pista progettata, in particolare quattordici attraversamenti pericolosi e le strettoie. Sappiamo che di sospendere i lavori non se ne parla. Per questo organizzeremo delle riunioni sul territorio, tenendo sempre sott'occhio i lavori: non è escluso che ricorreremo a delle azioni dimostrative».
Maria Lardara
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