Il Tirreno

Prato

L’ASSOCIAZIONE NARNALI INSIEME

«Che cosa aspetta la giunta Cenni a riaprire la strada?»

«Che cosa aspetta la giunta Cenni a riaprire la strada?»

PRATO. Ne invocavano la riapertura un anno fa, figurarsi se non lo fanno ora che, a distanza di due anni, di riaperto non c’è ancora nulla. E guai a usare l’argomento dell’inchiesta giudiziaria in...

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PRATO. Ne invocavano la riapertura un anno fa, figurarsi se non lo fanno ora che, a distanza di due anni, di riaperto non c’è ancora nulla. E guai a usare l’argomento dell’inchiesta giudiziaria in corso per giustificare ancora i sigilli al sottopasso killer di via Ciulli nel quale, il 5 ottobre 2010, morirono tre lavoratrici cinesi. Non vogliono sentire più ragioni, quelli dell’associazione “Narnali Insieme” che tornano ad alzare la voce contro l’amministrazione, rea ai loro occhi di non aver presentato ancora un progetto di messa in sicurezza per quel maledetto, piccolo, tunnel che costò la vita a Chengwei Wang, Jilian Wang e Donglan Wang. «La verità è che quel sottopasso è ora sotto il sequestro della giunta Cenni – incalza Oliviero Giorgi, presidente di “Narnali Insieme” -. Basta con le bugie, sappiamo benissimo che la magistratura ha fatto quanto doveva: siamo disposti ad appellarci al prefetto contro quello che diventando un “abuso” verso commercianti e residenti». Il disagio è quello che quotidianamente vive chi si vede sbarrato il passo per raggiungere a piedi la farmacia di Galciana, quello che scontano 40 imprese di via Dosso Faiti per le quali quel collegamento era vitale per il flusso di tir e mezzi pesanti provenienti da Galciana e dal casello di Prato Ovest. Galciana e Narnali, due quartieri divisi a metà con una situazione che fa arrabbiare molto la consigliera provinciale e di Circoscrizione Ovest Monia Faltoni, avvocato, anche lei dentro “Narnali Insieme”. «A fine 2011 la Procura acconsentì alla richiesta di dissequestrare il sottopasso. Cosa aspettano in Comune? Logico che si debba mettere in sicurezza la struttura, almeno installare delle sbarre agli ingressi o un semaforo». Ad agosto lo sbarramento del varco pedonale aveva procurato non pochi disagi ai residenti di Narnali che, per recarsi alla farmacia più vicina a Galciana (quella di Narnali era chiusa per ferie), dovevano avventurarsi a piedi in un tragitto chilometrico. Tutto questo aspettando il nuovo ospedale che fa paura per le previsioni legate alla viabilità. «L'abbiamo sempre letto come un’opportunità di sviluppo che invece Narnali rischia di bruciarsi per le ricadute sulla circolazione. Perché, senza la viabilità d’accesso al nuovo ospedale dalla Declassata, via Pistoiese, via Scarlatti e via Ciulli saranno congestionate dal traffico – teme Giorgi -. Da questo punto di vista, rimprovero a maggioranza e opposizione di non avere una visione allargata delle priorità in questa città». Intanto per quest’anno, in memoria delle tre donne cinesi, non sarà organizzata nessuna fiaccolata da “Narnali Insieme” ma ugualmente l’appuntamento per venerdì sera è alle 21, con un fiore o un lumino, per una commemorazione alla quale dovrebbe unirsi anche una delegazione cinese dalla parrocchia del Pino. Non solo. «Sul solco della memoria, stiamo lanciando alle istituzioni la proposta di istituire una borsa di studio per intitolarla alle tre donne cinesi», annunciano Giorgi e Faltoni.

Maria Lardara

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