Italia
La Primavera araba costa 720 euro
E’ l’argomento messo all’ordine del giorno della terza commissione consiliare
PRATO. Una commissione consiliare del Comune di Prato che si occupa della “Situazione attuale post “Primavera araba” a Prato. Analisi”. Sì, proprio così, succede anche questo.
A inserirla nell’elenco delle commissioni che settimanalmente si riuniscono nel palazzo (questa si riunirà venerdì prossimo), il presidente della terza commissione Federico Tosoni, della Lega Toscana, commissione che solitamente si occupa di sicurezza, giovani, mobilità urbana.
In tempi di scontri poderosi in tema dei costi della politica, parlare di Primavera araba a Prato sembra almeno superfluo.
E per un duplice motivo: perché a Prato, fortunatamente, la Primavera araba non c’è mai stata e perché, se proprio di moti popolari nel nord Africa e solo nel nord Africa, bisognava parlare in Comune, almeno sarebbe stato bene farlo quando iniziarono: un anno e mezzo fa.
La cosa resterebbe nell’ambito delle curiosità, se non fosse che i commissari, tutti quanti, per affrontare e discutere i problemi - fino a oggi - della città, sono pagati: 90 euro lordi a commissione.
Visto che la commissione terza è composta da otto membri, compreso il presidente (cinque del centrodestra, tre del centrosinistra) ciò significa che il dibattito in salsa pratese sulla Primavera araba costerà ai contribuenti 720 euro.
Pochi? Molti? Probabilmente non una gran cifra, rispetto al costo complessivo della poderosa macchina comunale, ma il metro di giudizio, soprattutto in questo caso, deve seguire il criterio dell’ utilità delle questioni affrontate.
E’ proprio Tosoni a precisare che al di là del titolo, la commissione affronterà le questioni dell’immigrazione a Prato anche con degli aggiornamenti relativi al numero e alla qualità delle presenza.
«E poi - conclude Tosoni - di arabi a Prato ce ne sono parecchi».
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