Il Tirreno

Prato

Italia Futura sbarca a Prato

di Carlandrea Poli

Piccoli imprenditori e professionisti alla presentazione del nuovo partito di Montezemolo

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PRATO. Su base nazionale il numero di aderenti è di per sé considerevole per un movimento che si è calato nell'agone politico da meno di 24 ore. Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo conta ad oggi già 70.000 aderenti. A Prato il punto di riferimento è Francesco D'Ambrosi, notaio a cui è toccata l'incombenza di organizzare la presentazione del movimento alla città. La platea di 150 persone al Politeama è composta da molto ceto medio, piccoli imprenditori, liberi professionisti e alcuni volti noti della città. Spicca l'ex presidente dell'Unione Industriali Riccardo Marini e un montezemoliano della prima ora, Carlo Longo attuale presidente della Camera di Commercio. Numerose anche le presenze politiche e questo comunica il fascino che Italia Futura esercita su molti esponenti navigati dei partiti tradizionali. Alcuni sono gli alleati naturali, Udc e Fli. Altri sono spettatori intrigati, ma per il momento ancorati al loro partito. Che in genere è il Pdl, a dimostrazione di quanto il centrodestra potrebbe riorganizzarsi in vista delle elezioni politiche del 2013. Si scorgono i consiglieri comunali Pdl, il non allineato Simone Frosini e il magnolfiano Luciano Gestri. E c'è anche il capolista dei magnolfiani all'ultimo congresso Pdl, Francesco Innaco che però fa una rapida apparizione fra il pubblico per eclissarsi tempo pochi minuti, prima del termine dell'incontro. Sicuramente i seguaci di Montezemolo rispetto alla politica tradizionale vogliono porre uno sguardo feroce di partenza: «In qualsiasi attività quando si fallisce si può anche ripartire, ma prima di tutto si formula un giudizio su quello che è avvenuto. Nella politica italiana non è avvenuto questo: da 30 anni siedono le stesse persone in Parlamento nonostante il loro fallimento. Perché se è arrivato un governo tecnico la causa va cercata nelle loro colpe politiche, non di certo nell'emergenza» è la reprimenda che impone all'attuale classe politica Federico Vecchioni, coordinatore nazionale di quella che oramai può definirsi una “lista civica nazionale”. I toni sono simili a quelli della campagna della rottamazione targata Matteo Renzi. Ed è una formula che strappa inevitabilmente applausi. Un riferimento tocca anche alla realtà produttiva pratese: «Quello che è successo qui è l'esatta declinazione dell'incapacità dei politici di questo paese di affrontare la globalizzazione anche in relazione con l'Europa». Il punto viene ribadito, in quanto la richiesta di concorrenza in ogni settore viene sollecitata – dalle assicurazioni all'energia, glissando sulle libere professioni –, ma una punta di protezionismo fa capolino in nome della salvaguardia dell'export: «La dinamica dei dazi – spiega Vecchioni – non è commerciale, bensì è una scelta politica quella di difendere o meno le nostre produzioni. La concorrenza deve avvenire con le stesse regole». Per portare avanti il programma ambizioso di riforme strutturali l'obiettivo individuato dal notaio D'Ambrosi è di trovare persone competenti che si dedichino alla politica a tempo determinato. E le reazioni sono contrastanti fra chi alla politica dedica già molte energie. Cosimo Zecchi, consigliere a Montemurlo del Pdl ironizza: «Sembra più l'Italia dei carini di Crozza che un movimento popolare». Mentre la consigliera a Calenzano, Monica Castro ammette: «Quest'anno non ho rifatto la tessera del Pdl, ma dall'anno scorso sono iscritta a Italia Futura».

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