Proteste
Ecco perché è difficile riscuotere le multe arretrate
PRATO. Quei 18 milioni di multe non riscosse continuano a far discutere. Si è detto che il dato eclatante contenuto nel bilancio del Comune si spiega da una parte con l’abitudine di non pagare e dall’...
PRATO. Quei 18 milioni di multe non riscosse continuano a far discutere. Si è detto che il dato eclatante contenuto nel bilancio del Comune si spiega da una parte con l’abitudine di non pagare e dall’altra con l’inefficienza nel riscuotere, ma c’è anche un rovescio della medaglia, che è costituito dalle norme che l’ente di riscossione, fino al 2011 Equitalia, ora SoRi, è obbligato a rispettare.
Dal 13 luglio 2011, in virtù della legge 106, le regole sono cambiate. Per i debiti fino a 2.000 euro, scaduti i 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, l’applicazione delle misure cautelari (ipoteca e fermo del veicolo) deve essere preceduta da due solleciti, il secondo dei quali dopo almeno sei mesi dal primo. Se è necessario iscrivere ipoteca (per debiti superiori a 20.000 euro) ma anche nel caso di fermo amministrativo, l’ente di riscossione deve inviare un’altra comunicazione e attendere altri 30 giorni. Nel frattempo sono passati dieci mesi e solo in quel momento si comincia a parlare di azioni esecutive.
Come si vede, non è così facile costringere il multato a pagare, specialmente poi se questo non ha niente da perdere.
La legge 106 è stata approvata l’anno scorso proprio per venire incontro alle proteste di chi riteneva i metodi degli enti di riscossione troppo vessatori nei confronti di chi era alle prese con la crisi economica.
Insomma, Equitalia è stata descritta prima come un vampiro e poi come un ente poco efficace nella riscossione. Come spesso accade, la verità forse sta nel mezzo. Nel senso che molti non pagano, e spesso, grazie anche alla nuova legge, non è facile riscuotere. E non lo sarà nemmeno per la SoRi. (p.n.)
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