La manifestazione
Difficoltà finanziarie per la “Lenzi Egisto”
L’amministratore Fenzi: «Ci siamo trovati sbilanciati per gli investimenti fatti» L’azienda conta di riprendersi in pochi mesi. Presto un incontro con le banche
PRATO. Ritardi nei pagamenti dei fornitori, operatività con tre delle quattro banche improvvisamente bloccata, l’esigenza in tempi brevi di una nuova iniezione di liquidità e una riorganizzazione del personale che porterà a individuare qualche esubero tra gli oltre cento dipendenti. Una notizia come tante altre raccontate in questi anni di crisi ma che questa volta ha dell’incredibile: l’azienda protagonista è infatti la Lenzi Egisto, simbolo di quel tessile che aveva saputo rinnovarsi individuando un utilizzo diverso dall’abbligliamento classico per le stoffe e che aveva fatto degli investimenti nella ricerca forse il vero know how dell’azienda.
Insomma un modello per Prato. E non solo. Che improvvisamente, ma forse non troppo, vive un momento di seria difficoltà. «La situazione - spiega Roberto Fenzi, amministratore delegato della Lenzi Egisto - è il risultato di varie situazioni dovute al particolare momento economico. Quando piove purtroppo ci si bagna tutti ma speriamo nel breve termine di arrivare a uno sblocco delle partite finanziarie».
Ma cos’è accaduto realmente nell’azienda? Si parte con un bilancio che già l’anno scorso aveva registrato difficoltà maggiori rispetto agli anni passati ma soprattutto al fatto che una parte dei progetti portati avanti dall’azienda non hanno ancora avuto la risposta che ci si aspettava. «Per quanto riguarda la stoffa che aiuta con la psoriasi ad esempio - riferisce Fenzi - dovevamo creare una società con un fondo di investimento che avrebbe dovuto rilevare brevetti, magazzino e ricerca mentre noi in Vallata avremmo dovuto continuare la produzione. Un accordo che doveva essere sottoscritto a gennaio, poi a marzo e infine ci è arrivata una lettera che per le difficoltà che stava attraversando il fondo escludevano nuovi investimenti. Questo ha portato l’azienda ad avere sulle spalle il peso dei forti investimenti fatti sul prodotto e finché non si troveranno altri partner la situazione rimane sbilanciata. Abbiamo nuove trattative in ponte che contiamo di portare a termine entro la fine dell’anno».
Intanto alla Lenzi Egisto la proprietà, era giugno, ha fatto un’iniezione di liquidità che non si è rivelata sufficiente. «Abbiamo progetti in fase di decollo ma ancora fermi - continua a parlare Fenzi - e le banche ci hanno bloccato l’operatività su dati piuttosto rigidi. Questo è evidente ci ha scompensato ma contiamo di raggiungere un accordo con gli istituti di credit o nel giro di una manciata di giorni. Intanto abbiamo chiesto un aiuto ai nostri fornitori che in trenta anni di collaborazione non hanno mai avuto una ricevuta bancaria rimandata indietro da noi».
Una situazione che per Fenzi sembra risolvibile nel giro di qualche mese. «Spero a dicembre - commenta - di voltarmi indietro e pensare a questa come a una bruttissima esperienza. Del resto non siamo una di quelle aziende che si piega su se stessa e muore.Noi di colpi in canna ne abbiamo».
Uno su tutti, per Fenzi, è degli ordini che dovrebbero essere firmati entro il 10 di ottobre per le “Flex Fence” delle speciali imbottiture per i mezzi militari che “disarmano” gli Rpg, degli speciali razzi utilizzati durante i conflitti.
Ilenia Reali
Alessandra Agrati
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