Il Tirreno

Prato

Via al restauro della Madonna

di Alessandra Agrati
Via al restauro della Madonna

L’opera ospitata nel monastero di San Vincenzo sarà sottoposta ad un accurato intervento

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PRATO. Ci vorrà un anno esatto per rivedere la cappella della cinquecentesca Madonna dei papalini al suo antico splendore.

In occasione delle commemorazioni per i 500 anni del Sacco di Prato, Confartigianato, gli Amici dei Musei e il gruppo di restauratori del Borgo al Cornio hanno presentato i lavori di ristrutturazione dell'opera d'arte che si trova all'interno del Monastero di San Vincenzo.

«Utilizzando una parte del fondo destinato allo sviluppo - ha sottolineato il presidente di Confartigianato Luca Giusti - abbiamo destinato 10 mila euro all' iniziativa, è un primo step per consentire l'inizio dei lavori, che potranno essere un volano per la ripresa economica delle aziende del settore».

Anche la presidentessa degli Amici dei Musei Selby Mc Creery, ha ricordato l'importanza di questa iniziativa.

«In momenti di crisi è doveroso anche sostenere la cultura e le opere d'arte che a Prato sono particolarmente numerose e belle».

Il progetto chiamato appunto "Speranza di una rinascita" durerà un anno e sarà affidato alle sapienti mani dei Restauratori Borgo al Cornio.

«I lavori previsti - ha spiegato il presidente Daniele Piacenti - sono di diversa natura, oltre al dipinto verrà anche ristrutturata la parte anteriore, quella visibile dalla zona riservata alle suore, corredata di affreschi e decorazioni in legno».

Alla serata oltre al vescovo che ha ricordato come «Il fatto che un esercito denominato dei "papalini" abbia commesso tante atrocità rappresenta una ferita ancora aperta», numerosi cittadini che hanno colto l'occasione per visitare oltre alla cappella della Madonna dei Papalini, anche il coro dove ascoltano messa le suore.

La storia del Monastero è strettamente legato con quella del Sacco di Prato. Nell'agosto del 1512 i soldati spagnoli, alleati del Papa, entrarono in città distruggendola; tre di loro si introdussero in monastero col proposito di devastare, violare, uccidere, ma furono fermati da un'immagine di Maria che si animò pregandoli di risparmiare le suore dalla ferocia del momento.

Promise loro in cambio la garanzia nella salvezza delle loro anime. I tre uomini si convertirono e difesero la giovane Comunità dagli assalti di altri papalini. Da allora l'immagine mariana, una scultura di legno, ribattezzata Madonna dei papalini, è esposta al culto dei fedeli e il 29 agosto di ogni anno, data del saccheggio e del miracolo, le monache unendosi ai fedeli ringranziano Maria con una processione che si snoda per l'intero monastero.

Nel corso del 2012/2013 si terrà inoltre una serie di eventi: conferenze, approfondimenti, esposizioni, visite guidate, grazie al supporto di persone quali Giovanni Bensi, Claudio Cerretelli e tutto l'Ufficio Diocesano, Daniele Piacenti, Paolo Benassai.

E' prevista anche una pubblicazione a compendio di tutti gli approfondimenti storici che saranno fatti in questo ambito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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