Il dolore
«Oddio, sono entrati i ladri!»
Solita raffica di furti al rientro dalle vacanze, ma tutti concentrati in città. Come fare per difendersi
PRATO. «Oddio, sono entrati i ladri!». L’esclamazione è risuonata più volte, negli ultimi giorni, davanti alle porte forzate delle abitazioni. La gran parte dei pratesi che si sono potuti permettere le vacanze sono rientrati domenica sera, e alcuni di loro hanno trovato la brutta sorpresa.
Non tantissimi, stando alle cifre fornite da polizia e carabinieri, ma comunque una ventina i furti denunciati, in una città che nelle statistiche di fine anno ne conta sempre a migliaia.
Quest’anno, a differenza di quanto accade di solito, non solo a Prato, sembra che la maggioranza dei derubati abbia scelto di denunciare i furti in Questura: cinque nella giornata di sabato, altri sei lunedì, tre martedì e uno mercoledì, in totale 15. Ai quali vanno aggiunti un paio di furti nelle ditte, un paio di scippi e ben 11 furti con destrezza.
Quanto ai carabinieri, riferiscono di aver raccolto solo sette denunce di furti in abitazione tra lunedì e mercoledì. In totale comunque sono 22 i furti in abitazione censiti negli ultimi giorni.
Altra particolarità. Ufficialmente non risulta nemmeno un furto fuori dal comune di Prato, come se i ladri si fossero concentrati sulla città per le loro scorribande. Un dato che peraltro riflette una tendenza più generale, secondo la quale i reati, non solo i furti nelle abitazioni, si concentrano su Prato in maniera più che proporzionale rispetto alla popolazione, che pure rappresenta la stragrande maggioranza di quella provinciale.
Se poi diamo uno sguardo alle zone maggiormente battute dai cosiddetti “topi d’appartamento”, il centro della città fa la parte del leone, insieme alle circoscrizioni est e ovest, mentre la direttrice nord-sud sembra meno appetibile. Gli scippi, stando a quanto rileva la Questura, sembrano invece concentrarsi prevalentemente a est e nel centro (che comprende anche il primo tratto di via Pistoiese).
Quanto ai presunti colpevoli, i furti in abitazione sembrano ancora appannaggio di nomadi e romeni, mentre per le rapine, specialmente quelle commesse ai danni di cinesi, il “monopolio” è saldamente in mano ai nordafricani. E gli italiani? Quelli più conosciuti, spiegano in Questura, sono già in carcere.
Come fare per difendersi? Ci sono i soliti trucchi, come quello di lasciare la luce accesa per far credere che ci sia qualcuno in casa, ma non sempre funziona, come ha imparato il pensionato di Tobbiana che pochi giorni fa si è visto piombare in casa due rapinatori che l’hanno legato e imbavagliato.
In molti hanno collegato gli impianti anti-furto alle centrali operative di polizia e carabinieri, anche se l’Arma riferisce che quando arriva il segnale, spesso si tratta di un falso allarme.
Il sistema più sicuro sembrerebbe ancora quello di installare le grate metalliche alle finestre, ma oltre a essere abbastanza costoso e un po’ anti-estetico, non garantisce al 100%. «Il problema - ammette un investigatore - è che se vogliono entrare, entrano»
Paolo Nencioni
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