La manifestazione
Milone esulta: «Avevo ragione io»
Per l’assessore la posizione del console è una inversione di rotta
PRATO. L’assessore Aldo Milone esulta dopo l'incontro tra la console cinese Zhou Yunqi e il sindaco Roberto Cenni.
«Finalmente lo stesso console cinese ha ammesso che all'interno della comunità cinese è presente un'organizzazione criminale. Ho sempre detto che all'interno di questa comunità si conosceva ben poco soprattutto in ordine a fatti delittuosi che vengono consumati perché coperti anche dalle stesse vittime. Sicuramente le parole del console e la sua disponibilità a collaborare sulle espulsioni di clandestini sono da considerare positivamente, anche perché dimostrerebbero un'inversione di rotta. Però tutto ciò può essere verificato solo con i fatti».
Ma è anche opportuno e indispensabile, sollecita Milone, che l'autorità consolare sensibilizzi la sua comunità e si attivi presso i suoi componenti a sporgere subito denuncia agli organi di polizia quando questi gruppi criminali commettono reati ai danni dei suoi connazionali, altrimenti la sola e semplice richiesta d'aiuto diventerà un semplice appello che cadrà inevitabilmente nel vuoto.
«L'ammissione da parte del console cinese sulla presenza di gruppi delinquenziali cinesi, che possono essere definiti anche mafiosi, all'interno della sua comunità - dice l’assessore - deve far riflettere non poco. Vuol dire che queste organizzazioni si sono ben ramificate. E questo particolare mi porta a fare anche un riferimento al riordino delle Province toscane, così come voluto dal governatore Rossi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google