Sicurezza
Quattrocento firme per dire no alla pista ciclabile
PRATO. Non li hanno fermati neanche le vacanze d’agosto. Mentre le ruspe erano ferme, loro raccoglievano le firme, chiedevano di sposare la causa del no a quella “gimkana” ritenuta inutile e dannosa...
PRATO. Non li hanno fermati neanche le vacanze d’agosto. Mentre le ruspe erano ferme, loro raccoglievano le firme, chiedevano di sposare la causa del no a quella “gimkana” ritenuta inutile e dannosa e che si dipanerà nel centro abitato di San Paolo.
La battaglia dei cittadini di questo quartiere contro la pista ciclabile, i cui lavori sono iniziati nel mese di giugno scorso, prosegue a colpi di firme. Quasi 400 ne hanno messe i cittadini in soli due mesi di petizione popolare, tante quante sono state protocollate e depositate venerdì scorso in Palazzo comunale, trasmesse al vicesindaco Goffredo Borchi e alla giunta, ai consiglieri comunali e, per conoscenza, anche al presidente di Circoscrizione Giovanni Mosca. Pista «pericolosa perché attraversa in modo radente ingressi condominiali, esercizi commerciali e incroci già di per sé pericolosi», si legge tra le righe della petizione. Pista «anomala perché le normali ciclabili percorrono tratti in ambienti verdi e si sviluppano con linearità mentre “la ciclabile” di San Paolo per arrivare al “centro” fa lunghi giri in ambienti poco adatti». «Chiediamo lo stop dei lavori per la pericolosità del tracciato e di avviare un momento di confronto pubblico tra i cittadini», sottolinea Maurizio Artusi, uno dei firmatari della petizione. Terminato il tratto di pista in via Lorenzo da Prato, intanto i lavori si sono spostati in via Clementi per poi proseguire dentro San Paolo.
La battaglia - va ricordato - era stata ingaggiata dai cittadini nei mesi scorsi, sostenuti dal circolo Pd di San Paolo e da quello di Borgonuovo, contrariati per il tracciato troppo articolato previsto sulla carta.
Nel mirino delle proteste era finito anche il presidente Mosca colpevole, agli occhi loro, di aver avallato la linea dell’amministrazione e di aver tenuto un atteggiamento “soft” nonostante la promessa di eventuali migliorie da apporre lungo il percorso. Nulla fare. Quella pista non s’ha da fare. Anche perché, secondo i residenti, nel primo tratto di via Lorenzo da Prato si evidenziano già diverse criticità per la sovrapposizione dei passi carrabili.
Maria Lardara
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