La manifestazione
«Nessuna illusione sul cambio di abitudini»
Intanto l’assessore Caverni pronto a recepire l’indicazione del governo nel regolamento comunale
PRATO. Duro a morire. E più uno è giovane ed è soggetto a situazioni di disagio, più il vizio del gioco mette radici.
Anziché maneggiare slot machine, gli adolescenti dovrebbero stare sui banchi di scuola. Per legge il gioco è vietato ai minori. Eppure la dipendenza è una trappola senza età.
Lo sanno bene al Centro di solidarietà dove si trattano anche casi di scommettitori erba.
«Il trend degli adolescenti che ricorrono al gioco è in aumento: la situazione è peggiorata in una città dove le sale da gioco sono spuntate negli ultimi anni come funghi», spiega l’operatrice del centro Angela Diddi.
Che non s’illude di troppi cambiamenti qualora venisse approvata la normativa voluta dal governo sulla distanza di 500 metri dalle sale slot.
«Meglio di nulla: l’importante è che arrivi un certo messaggio. Certo, si parla di adolescenti. E se non possono avere la macchinetta nel raggio di 500 metri, salgono sul motorino e vanno da un’altra parte».
Quanto al regolamento comunale sulle sale da gioco che prevede uno spazio di almeno 200 metri tra questi locali e un luogo “sensibile”, è l’assessore allo Sviluppo economico Roberto Caverni ad annunciare modifiche.
«In realtà abbiamo anticipato il governo Monti. Già in sede di commissione era stata ventilata l’ipotesi del limite dei 500 metri. Vorrà dire che, se passerà la legge, ci adegueremo anche noi a livello comunale» (m.l.)
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