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L’estremo saluto a Martina, in tanti al fianco dei genitori
PRATO. Tante persone hanno voluto dare l’ultimo saluto, ieri mattina in Duomo, a Martina Cristiani, la diciottenne morta venerdì dopo una vita costretta in un letto perché affetta da atrofia spinale...
PRATO. Tante persone hanno voluto dare l’ultimo saluto, ieri mattina in Duomo, a Martina Cristiani, la diciottenne morta venerdì dopo una vita costretta in un letto perché affetta da atrofia spinale muscolare (Sma).
La salma era stata esposta alle Cappelle del commiato della Croce d’Oro e la cerimonia funebre è stata officiata da don Dario Smialek davanti ai genitori di Martina, Katia e Cristiano, e a tutti coloro che negli ultimi 18 anni si sono dati da fare per aiutarli a sopportare una situazione molto difficile.
Fu Fabio Baldi, presidente del Centro per i diritti del malato, che per primo si prese a cuore il caso di Martina, confinata in un letto di rianimazione dell’ospedale Meyer perché i genitori non potevano portarla a casa ed erano costretti a fare la spola tra Prato e Firenze per alternarsi nell’assistenza alla loro figlia.
Il caso finì sui giornali e in televisione e grazie alla mobilitazione di decine di pratesi i genitori ottennero un letto di rianimazione nella loro abitazione. In realtà fu anche un risparmio per l’Azienda sanitaria, visto che l’assistenza in ospedale sarebbe costata ancora di più. Difficoltà sorsero anche per il pagamento delle altissime bollette dell’energia elettrica, ma anche in questo caso l’Asl si accollò la spesa.
Martina, insieme alle due sorelline nate dopo di lei, è stata accudita amorevolmente dai genitori per tutti questi lunghi 18 anni. Sapevano benissimo, Katia e Cristiano, che la loro figlia non avrebbe vissuto a lungo, ma le hanno voluto dare ugualmente il massimo. E lei, Martina, pur non riuscendo quasi più a comunicare col resto del mondo, ha stupito gli stessi medici del Meyer, che all’inizio avevano pronosticato una vita molto più breve. Aveva compiuto 18 anni lo scorso 26 aprile, senza mai potersi alzare dal suo letto.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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