Il Tirreno

Prato

Ecco dove il decoro è andato a farsi benedire

di Alessandra Agrati
Ecco dove il decoro è andato a farsi benedire

Marciapiedi rotti, buche nelle strade, piste ciclabili invase dalle erbacce, cassonetti pieni, cantieri fantasma

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PRATO. Una città immersa nell’afa che comunque non invoglia a uscire. Per le vie di Prato si respira un’aria di crisi e di dismissione, talvolta di abbandono; cantieri fermi da anni, strade piene di buche e soprattutto piste ciclabili, fantasma, mai finite. E buie. La periferia, soprattutto quella a sud in zona Vergaio è quella che soffre maggiormente. La ciclabile Binda esiste soltanto sulla carta, (all’inizi del percorso c’è anche il cartello) in realtà si tratta di una strada sterrata, dove è facilissimo bucare la ruota della bicicletta, senza né panchine né luci. Ci si domanda come si possa pensare di percorrerla, soprattutto la sera. Eppure la strada che la sovrasta, quella di collegamento con la rotonda dell’uscita Prato dell’autostrada Prato Ovest è perfettamente terminata, anche se proseguendo per via di Vergaio mancano i marciapiedi e la strada ricorda un formaggio con i buchi, noiosa da percorrere in tempi di siccità, un’impresa farlo quando piove.

Eppure chi arriva alla stazione centrale ha l’impressione che la città ami i ciclisti; il punto di noleggio delle biciclette fa bella mostra di sé, ma mancano le istruzioni per utilizzarle, ormai sono più un oggetto del desiderio per i ladri che per chi ama muoversi con due ruote. E ancora mancano completamente le rastrelliere per parcheggiare, così scatta la caccia al palo per mettere in sicurezza il prezioso mezzo, una corsa disperata anche perché spesso sono occupati da carcasse di biciclette abbandonate che sicuramente contribuiscono a sottolineare l’idea di degrado. Anche la pista ciclabile che va in direzione di Vaiano ha qualche problema, l’erba cresce ovunque e il ponte che sovrasta quello di Santa Lucia è pieno di crepe e le ringhiere sono ormai sfondate da tempo.

Girando per la città si scoprono anche situazioni paradossali come l’area per bambini accanto alla Porta Frascati, dove da anni esiste un solo gioco vecchio e recintato, che sicuramente non è mai stato usato da nessuno. Accanto, davanti all’ ex caserma dei carabinieri, invece da un anno c’è un cantiere fermo che di fatto occupa una decina di posti macchina; nessun cartello indica il termine dei lavori e la tipologia d’intervento, in compenso l’area delimitata è piena di calcinacci e sporcizia. Dopo aver percorso strade bucherellate e marciapiedi impraticabili, arriva il momento del giusto riposo, magari in via Pisano, dove c’è una panchina che da lontano invita a sedersi, ma appena ti appoggi arriva una zaffata di odore di marcio: i cassonetti della spazzatura sono proprio davanti, così è impossibile resistere e si è costretti a scappare velocemente. Sempre in tema di stranezze, passando per il depuratore di Baciocavallo si intravede una pala eolica, che però è costantemente ferma, forse è un monumento, ma nessuno lo sa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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