Finanza
Rumore e caldo, sequestrato capannone
PRATO. Caldo e rumore, impossibile dormire. E con le finestre aperte il rumore notturno proveniente dai macchinari utilizzati in un capannone nella zona delle Badie è davvero insopportabile. Così...
PRATO. Caldo e rumore, impossibile dormire. E con le finestre aperte il rumore notturno proveniente dai macchinari utilizzati in un capannone nella zona delle Badie è davvero insopportabile. Così una famiglia di residenti ha chiesto aiuto alla Polizia Municipale per poter riposare.
Una volta entrati nel capannone gestito da un cinese, gli agenti di piazza Macelli si sono trovati di fronte al consueto scenario offerto dai tanti pregressi interventi interforze: cinque persone presenti, tutte di nazionalità cinese di cui una risultata clandestina; ventuno macchinari in uso all'impresa, collegati all'impianto elettrico per mezzo di cavi volanti in mezzo alla polvere ed all'incuria; cinque bombole del gas per cucinare i pasti direttamente sul luogo di lavoro; otto loculi adibiti a dormitorio realizzati sopra e sotto una struttura soppalcata, per un totale di quattordici posti letto.
Il caldo opprimente del laboratorio-abitazione non era minimamente mitigato dai numerosi ventilatori presenti che, come di prassi erano privi della protezione dalle ventole.
Il titolare dell'impresa è stato denunciato per le violazioni urbanistico edilizie riscontrate nel capannone, per la mancanza di garanzie all'incolumità fisica dei lavoratori, oltre che per aver tenuto alle proprie dipendenze uno straniero privo del permesso di soggiorno. Sono quindi scattati i sigilli ai macchinari, mentre l'intero immobile è stato sottoposto a sequestro penale preventivo. Il proprietario italiano dell'immobile, non è stato al momento rintracciato in quanto, a detta dei vicini, risulterebbe in vacanza in isole esotiche.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
