Il Tirreno

Prato

Mercato del baratto le famiglie scoprono la spesa alternativa

di Valentina Ceccatelli

Il progetto del Cesvot sta prendendo piede in Val di Bisenzio Bernacchioni: «Vengono scambiate molte cose utili»

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PRATO. La crisi mette in ginocchio, ma aguzza l'ingegno: se è vero che gli italiani sono un popolo abituato ad arrangiarsi c'è da dire che, nello specifico, i pratesi non se la cavano male in materia: dai mercatini dello scambio messi su al “Baraka” di piazza Mercatale al vero e proprio baratto curato prima dalla sezione pratese del Cesvot e ora passato in mano alle moltissime associazioni che popolano il nostro territorio, la crisi economica ha riportato a galla questo vecchio metodo di fare la spesa, con tutte le novità e varianti del caso.

«Il progetto si può dire concluso - spiega Camilla Bernacchioni del Cesvot, Centro servizi volontariato Toscana - la nostra idea era quella di fare rete con le associazioni che potevano portare avanti questa idea e, con tre edizioni del mercato del baratto, ce l'abbiamo fatta: in Val di Bisenzio è un'attività che sta prendendo piede».

C'è da dire, però, che non tutti hanno capito come funziona al primo colpo: «C'è chi veniva coi soldi in mano per comprare, invece che con oggetti da barattare - spiega Bernacchioni - ma la maggior parte è entrata facilmente nel meccanismo».

Meccanismo che, in tempi di crisi come questi, sembra diventare sempre più popolare: se prima il mercato del baratto era quasi esclusivamente occasione di svago e socializzazione, adesso sembra essere diventato anche un mezzo per trovare ciò di cui si ha bisogno cedendo ciò che non serve più: «Vengono scambiate molte cose utili - continua Bernacchioni - articoli per bambini come giocattoli, vestitini, oltre a giubbotti per adulti e altra oggettistica».

Gli scambi sono i più vari ma, ovviamente, gli oggetti scambiati devono avere equo valore: capita così che un collezionista si accaparri un 33 giri di una certa qualità in cambio di un robot da cucina che, ovviamente, deve essere perfettamente funzionante o che, in altri casi, sei vasetti di marmellata fatta in casa vengano scambiati con due maglioni, o un vecchio servizio da tè e altri piccoli accessori da cucina vengano scambiati con un fasciatoio per bambini: il mercato del baratto permette davvero di trovare tutto ciò che potrebbe servire.

«Si scambiano culle, libri, vestiti - spiega Roberta Roberti dell'associazione Eccetera di Vaiano, che ha realizzato più di un mercatino del baratto in vallata - c'è chi lo fa per necessità e chi lo fa perché lo trova divertente e, spesso, le due motivazioni si uniscono: il baratto è un mezzo per riflettere su ciò che ci serve davvero e combattere la cultura del consumismo estremo».

La crisi, da un certo punto di vista, ha aiutato le persone ad entrare nel meccanismo: «Con tutti questi problemi economici è stato più facile per le persone capire che ciò che a qualcuno non serve più può essere sempre utile per gli altri - spiega Roberti - nessuno può più permettersi di continuare a pensare che l'usa e getta possa essere positivo. Il baratto è una vecchia tradizione che, ripresa oggi, si porta dentro qualcosa di nuovo: socializzazione e scambio al di fuori della classica logica economica". La stessa che, effettivamente, ha creato le condizioni per cui il baratto sembra diventare una scelta sempre più appetibile e interessante.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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